Il giorno dopo al Credito di Romagna commissariato: "Clienti preoccupati, ma capiscono"

Il giorno dopo al Credito di Romagna commissariato: "Clienti preoccupati, ma capiscono"

Il giorno dopo al Credito di Romagna commissariato: "Clienti preoccupati, ma capiscono"

FORLI' - Il primo giorno da banca commissariata per il Credito di Romagna? "Qualcuno è venuto a chiedere, è fisiologico che ci siano state telefonate preoccupate, ma l'operativa della banca è completa": è quello che fanno sapere dalla direzione generale del Credito di Romagna che si trova in via Ravegnana a Forlì. Nessuna fuga dei clienti, insomma. "D'altra parte sei anni di lavoro e di fiducia non si cancellato in un giorno", continuano dal CdR.

 

E la parola d'ordine del giorno dopo è "operatività": la banca, garantiscono, non sarà congelata, né per gli affidamenti né per tutte le altre operazioni. "Certo, l'amministrazione controllata è arrivata ieri, viene da fuori e deve capire come muoversi, ma ha già preso contatto con le filiali: per la clientela noi siamo sempre qui", continuano dall'istituto. Che aggiungono: "La banca è patrimonialmente solida, se anche ci saranno da cambiare delle cose a livello societario, la banca comunque c'è con le sue filiali, i suoi 130 dipendenti e il suo miliardo e mezzo di prodotto bancario lordo".

 

Quanto resterà il commissario? "Difficile dirlo, forse anche un anno, speriamo meno", fanno sapere dalla banca. Ma questo, a sentire l'istituto bancario, non bloccherà niente. "Chiediamo un po' di tempi di tolleranza per gli affidamenti, ma il commissario è qui per portare avanti la banca". Insomma, nessuna aria di smobilitazione.

 

Tutto questo mentre alla Procura della Repubblica si apre un'altra inchiesta sulla scorta della relazione ispettiva della Banca d'Italia, quella che ha portato all'amministrazione straordinaria. Un'altra, perché proprio in questo periodo stanno partendo dalla Procura le notifiche di conclusione delle indagini per una precedente vicenda che vede 19 indagati a piede libero tra amministratori e soci dell'istituto per varie questioni collegate a presunte violazioni nell'esercizio dell'attività bancaria ed in particolare per i rapporti con la banca sammarinese Ibs.

 

Le contestazioni, in questo caso, si focalizzano anche sul fatto che l'amministratore delegato Giovanni Mercadini rivestiva incarichi di vertice sia nella banca sammarinese, sia in quella italiana, mentre la normativa prevede rigide formalità nei rapporti tra gli istituti di credito nazionali e quelli della piccola Repubblica del Titano. Dopo queste indagini, che venivano sulla scorta di una precedente ispezione di Banca d'Italia , c'è stata quindi la seconda ispezione, che si è sviluppata nell'inverno e nella primavera di quest'anno e che ha portato all'amministrazione straordinaria.

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