Il lupo è tornato sull'Appennino romagnolo

Il lupo è tornato sull'Appennino romagnolo

BOLOGNA - Praticamente scomparso fino a 20 anni fa, il lupo sta ripopolando l'Appennino emiliano-romagnolo. Un progetto di monitoraggio della Regione Emilia-Romagna ha permesso di censire, utilizzando le tracce genetiche, 20 branchi concentrati soprattutto nelle aree intorno al parco delle Foreste Casentinesi, in provincia di Forlì-Cesena e al Parco nazionale del Crinale Tosco Emiliano, nelle province di Modena, Parma, Reggio Emilia. Ma la presenza del lupo è stata registrata anche nel bolognese , nei pressi del Parco del Corno alle Scale e di quello di Montesole.


I dati sono stati presentati oggi a Bologna nel corso del convegno nazionale organizzato dalla Regione "Ricerca scientifica e strategie per la conservazione del Lupo in Italia", che ha permesso di fare il punto con i principali esperti italiani e svizzeri sulla presenza non solo in Emilia-Romagna di questo animale, simbolo stesso della conservazione ambientale. "Visto che è stata vinta la battaglia per il ritorno del lupo - ha detto concludendo i lavori del convegno l'assessore regionale alla sicurezza territoriale, difesa del suolo e caccia Marioluigi Bruschini - è necessario ora iniziare un'opera di formazione culturale perché la presenza di questo animale non susciti paure irrazionali. Non basta tuttavia l'impegno di una sola regione. Per questo mi farò promotore di un'iniziativa a livello nazionale, in grado di coinvolgere lo Stato e altre Regioni, affinché il lupo venga riconosciuto per quello che è effettivamente e cioè una risorsa e non una minaccia."


Specie protetta nel nostro Paese dal 1972, la presenza del lupo è considerata anche dall'Europa fondamentale per mantenere in equilibrio l'ecosistema e per questo è tutelato dalla direttiva comunitaria Habitat. Ora gli obiettivi sono due: da un lato continuare a studiare questa specie, monitorandone la presenza e gli spostamenti. Dall'altro creare condizioni ambientali favorevoli alla sua presenza in montagna - il suo habitat naturale - evitando incursioni verso la bassa collina e la pianura.

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Proprio per fare questo la Regione ha destinato risorse del Piano di sviluppo rurale alla corretta gestione delle foreste. Serviranno tra l'altro proprio a migliorare la qualità dei nostri boschi, anche attraverso una corretta manutenzione. L' obiettivo è evitare quella crescita incontrollata e disordinata che impoverendo l'habitat naturale, allontana gli stessi animali.
Il ritorno del lupo è dovuto a vari fattori. Sicuramente la legge che ne vieta l'uccisione, anche se il bracconaggio rimane diffuso, l'istituzione delle aree protette e lo spopolamento della montagna. Senza dimenticare il fatto che la Regione risarcisce al cento per cento i danni provocati agli allevamenti da questa specie. Il lupo sta in particolare tornando laddove ricompaiono gli ungulati selvatici: cinghiali, ma soprattutto cervi e caprioli, sue prede naturali.

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