Il Meeting di Rimini arriva fino al Cairo per l'incontro con la bellezza

Il Meeting di Rimini arriva fino al Cairo per l'incontro con la bellezza

Il Meeting di Rimini arriva fino al Cairo per l'incontro con la bellezza

Il Meeting di Rimini si 'trasferisce' in Egitto. Una serata che entrerà nella storia quella che si è tenuta giovedì sera presso l'Aula Magna della Cairo University, la stessa da cui Obama ha parlato al mondo arabo. Oltre un migliaio di persone all'inaugurazione del primo Meeting del Cairo, evento promosso dalla Fondazione Meeting di Rimini, dal Centro Culturale Ta'Wassul de Il Cairo e dall' American Muslim Foundation International, che si tiene in Egitto: "La bellezza, lo spazio del dialogo".

 

Presenti all'inaugurazione due ministri del governo egiziano, il portavoce del ministro della cultura, il patriarca Antonio Naugib, il decano della facoltà di teologia di al-Azhar, il vice rettore dell'Università del Cairo, personalità del mondo culturale arabo e gente curiosa di capire che cosa sta accadendo da un'amicizia nata fra alcuni giudici e intellettuali mussulmani e il Meeting. 200 volontari, una trentina di italiani e tutti gli altri egiziani, colpiti dalla proposta di impegnarsi in questo evento, che fanno le hostess, gli autisti, il servizio d'accoglienza. Applausi sinceri, una clima da Meeting.

 

Chairman della serata Farouq Wael, professore di letteratura, araba vice presidente del Meeting Cairo, per il quale il Meeting è un sogno che si realizza, il quale ha espresso tutto il suo stupore per l'ampiezza dell'evento e per il numero di volontari che vi stanno partecipando. Farouq ha spiegato che l'idea gli è venuta dopo aver partecipato ad un Meeting di Rimini che a suo giudizio è espressione della curiosità.

 

"'Abbiamo pensato che il popolo egiziano avesse la stessa curiosità e vogliamo provare a dimostrarlo." Presenti italiani, egiziani, ospiti di ogni cultura (presente anche il giurista ebreo Weiler) per assistere all'apertura di un evento, che non è un convegno sul dialogo, ma il dialogo che accade, attraverso la costruzione di qualcosa insieme. Commossa la presidente del Meeting Cairo, la vicepresidente della corte costituzionale Tahani al-Jibaly, prima donna ad essere eletta nel sindacato dei lavoratori, prima donna eletta alla corte: "L'incontro con il Meeting di Rimini aveva lasciato una promessa che si compie in questa serata, nell'incontro con il Meeting ci siamo arricchiti. Facciamo questo perché la bellezza è uno scudo contro l'intolleranza, diffondere il bene è bellezza. Nel nostro paese luogo di incontro di civiltà, noi dobbiamo prendere l'iniziativa con questo Meeting che abbia efficacia nel tempo, in un momento in cui la patria stava per infiammarsi per i conflitti religiosi. Dobbiamo collaborare con chi crede che la religione è per la vita, e non per una rinuncia alla vita".

 

E poi l'atto del gemellaggio con il saluto di Emilia Guarnieri: "Qui sul Nilo, il vostro fiume, un fiume che rievoca la bellezza, si sta facendo la storia; non lo avrei mai immaginato, è la cosa più grande che accade in 31 anni di storia. Ci siamo incontrati sulle bellezza, su questo desiderio di ogni uomo. Anche voi fate il Meeting con una certezza, certi che l'amicizia può cambiare il mondo intero. Noi siamo qui per conoscere e imparare quello che sta accadendo. Qualcosa ci ha percosso il cuore, facendoci incontrare. Stiamo facendo un pezzo di strada insieme" Dopo il saluto di Emilia Guarnieri, è intervenuto il decano della facoltà di teologia di al-Azhar Abdel Moaty Bayoumi che ha reso omaggio al gesuita Van Nispen, simbolo del dialogo tra cristiani e mussulmani. Ed in conclusione l'omaggio al Meeting di Rimini da parte dell'università del Cairo e l'apertura ufficiale da parte del portavoce del ministro della cultura egiziano Samir Gharib il quale ha affermato: "vi esprimo la mia stima e del ministro per l'evento che avete organizzato, une vento che da un'atmosfera di tolleranza".

A chiudere la serata il gruppo religioso Sama'a, Messaggio di pace, con musiche della tradizione ebraica, cristiana e mussulmana, battiti di mani, canti per chiudere la serata nel segno della bellezza.

 

A margine dell'inaugurazione mons. Antonios Naguib, patriarca copto-cattolico di Alessandria, e da poco nominato cardinale in pectore, avvicinato dai giornalisti il patriarca ha spiegato di essere stato ''impressionato'' quando ha saputo dell'iniziativa lanciata da un gruppo di intellettuali mussulmani che si erano ispirati al Meeting di Rimini. "'Per noi - ha spiegato il prelato - è molto importante un dialogo di questo genere. Direi che potrà diventare l'inizio di un dialogo a livello intellettuale e di vita che potrà avanzare e dare molti frutti". E' necessaria un'occasione, ha spiegato il religioso, che possa consentire a cristiani e mussulmani "un vero incontro" facendo capire "'che differenza non vuole dire altro che accettazione reciproca, nella quale ci si trova in campi comuni".

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