Il mondo del cinema piange Dino De Laurentiis

Il mondo del cinema piange Dino De Laurentiis

Il mondo del cinema piange Dino De Laurentiis

ROMA - Lutto nel mondo del cinema. Si è spento a Los Angeles il produttore cinematografico Dino De Laurentiis. Aveva 91 anni. Nato a Torre Annunziata (Napoli) l'8 agosto del 1919, da padre titolare di pastificio con in tutto sei figli tra maschi e femmine, durante una trasferta di lavoro a Roma vide per strada un annuncio del Centro sperimentale di cinematografia, che cercava nuovi talenti. E così la sua vita ha improvvisamente cambiato volto. Nel 1941 il primo successo.

 

Si tratta di "L'amore conta", prodotto dalla sua Real Cine. Ma è nel dopo Guerra che la carriera di De Laurentiis ha preso il decollo. Nel 1948 la produzione di "Riso Amaro" di Giuseppe De Santis, quindi "Napoli milionaria" (1950) di Eduardo De Filippo, "Dov'è la libertà?" (1954) di Roberto Rossellini, "Miseria e nobiltà" (1954) di Mario Mattoli e "La grande guerra" (1959) di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, Leone d'Oro a Venezia.

 

Nel 1948 con Carlo Ponti ha costituito la Ponti-De Laurentis e ha realizzato il primo film italiano a colori, "Totò a colori" (1952) per la regia di Steno. Con Federico Fellini sono arrivati poi "La strada" e "Le notti di Cabiria", entrambi premi Oscar per il miglior film straniero. Nel 1957 ha sposato l'attrice Silvana Mangano, conosciuta sul set di Riso Amaro, morta nel 1989. Mangano fu la seconda delle tre mogli con cui ebbe sei figli. Uno di loro, Federico, morì in un incidente aereo in Alaska.

 

E anche in America ha prodotto pellicole di grande successo, come "I tre giorni del Condor" di Sidney Lumet, "Il giustiziere della notte" di Michael Winner (1974, con Charles Bronson), i remake di "King Kong" di John Guillermin (1976) e di "Il Bounty" di Roger Donaldson (1984, con Mel Gibson) oltre all'Anno del dragone di Michael Cimino. Tra le pellicole più recenti, "Hannibal" di Ridley Scott, continuazione de "Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme (1991) con Anthony Hopkins; e "U-571" di Jonathan Mostow.

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