Il Papa in Sinagoga, clima sereno dopo le polemiche

Il Papa in Sinagoga, clima sereno dopo le polemiche

Il Papa in Sinagoga, clima sereno dopo le polemiche

ROMA - Storica visita domenica di Benedetto XVI nella Sinagoga di Roma. Accompagnato da monsignor Tarcisio Bertone e Riccardo Pacifici per la comunità ebraica, il Papa è giunto intorno alle 16.40: ad attenderlo c'erano le più alte autorità della comunità ebraica, tra cui il rabbino capo Riccardo Di Segni, e rappresentanti della Repubblica e del Comune di Roma. Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Camera Gianfranco Fini.

 

"Sono nella sinagoga di Roma seguendo il cammino tracciato da Giovanni Paolo II - ha affermato il Papa -. Venendo tra voi per la prima volta da cristiano e da Papa - ha affermato Benedetto XVI - il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II, quasi ventiquattro anni fa, intese offrire un deciso contributo al consolidamento dei buoni rapporti tra le nostre comunita', per superare ogni incomprensione e pregiudizio''.

 

"La mia visita - ha affermato il Pontefice - si inserisce nel cammino tracciato per rafforzarlo. Per manifestarvi la stima e l'affetto che il vescovo e la Chiesa di Roma nutrono verso questa comunità e le comunità ebraiche sparse nel mondo".

 

''La Chiesa - ha evidenziato il Papa ricordando il ''mea culpa'' per i peccati dei figli della Chiesa pronunciato da Giovanni Paolo II. - non ha mancato di deplorare le mancanze di suoi figli e sue figlie, chiedendo perdono per tutto cio' che ha potuto favorire in qualche modo le piaghe dell'antisemitismo e dell'antigiudaismo''.

 

Benedetto XVI ha ricordato ''il dramma singolare e sconvolgente della Shoah''. ''Il passare del tempo - ha detto Ratzinger - ci permette di riconoscere nel ventesimo secolo un'epoca davvero tragica per l'umanita': guerre sanguinose che hanno seminato distruzione, morte e dolore come mai era avvenuto prima; ideologie terribili che hanno avuto alla loro radice l'idolatria dell'uomo, della razza, dello stato e che hanno portato ancora una volta il fratello ad uccidere il fratello''.

 

Ricordando lo stermino degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, Benedetto ha affermato che se pure vi furono molti che rimasero indifferenti, molti cattolici reagirono di fronte alla Shoah e ''la Sede Apostolica svolse un'azione di soccorso, spesso nascosta e discreta''. Il riferimento e' all'azione svolta in quegli anni da Pio XII.  

 

Nel concludere il discorso, il Papa ha invocato "dal Signore il dono prezioso della pace in tutto il mondo, soprattutto in Terra Santa''. ''Nel mio pellegrinaggio del maggio scorso, a Gerusalemme -ha detto - presso il Muro del Tempio, ho chiesto a Colui che puo' tutto: 'manda la tua pace in Terra Santa, nel Medio Oriente, in tutta la famiglia umana; muovi i cuori di quanti invocano il tuo nome, perche' percorrano umilmente il cammino della giustizia e della compassione'''.

 

"L'immagine di rispetto e di amicizia che emana da questo incontro deve essere un esempio per tutti coloro che ci osservano - ha detto il rabbino Riccardo Di Segni - . Ma amicizia e fratellanza non devono essere esclusivi e oppositori nei confronti di altri. In particolare di tutti coloro che si riconoscono nell'eredità spirituale di Abramo". Ed ha aggiunto un appello: "Ebrei, Cristiani e Musulmani sono chiamati senza esclusioni a questa responsabilità di pace".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -