Il Papa: ''La resurezzione di Gesù va oltre la scienza''

Il Papa: ''La resurezzione di Gesù va oltre la scienza''

Il Papa: ''La resurezzione di Gesù va oltre la scienza''

ROMA - Il Papa, in occasione della Settimana Santa, ha risposto alle domande dei fedeli. Si è trattato di un evento di rilevanza storica, che si è realizzato durante una puntata speciale del programma "A Sua Immagine", su Raiuno, dedicata alle "Domande su Gesù". La madre di un ragazzo in coma dal giorno di pasqua 2009 ha chiesto al Pontefice dove sia trovi l'anima di suo figlio, ora che è in stato vegetativo. "Certamente l'anima è ancora presente nel corpo", ha risposto Ratzinger.

 

Per il Pontefice, la condizione del ragazzo "è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l'anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente". Anzi, aggiunge Benedetto XVI, "sono anche sicuro che quest'anima nascosta sente in profondità il vostro amore, anche se non capisce i dettagli".

 

Per questo, ha concluso il Papa, la presenza dei genitori al suo fianco "ore e ore ogni giorno, è un atto vero di amore di grande valore, perché questa presenza entra nella profondità di quest'anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in dio, di fede nell'uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi".

 

Al Papa è stato chiesto anche della Resurrezione. Dopo la quale "Gesù non muore più - ha affermato Ratzinger -, è al di sopra delle leggi della biologia, della fisica, perché chi è sottomesso a queste muore. Quindi c'è una condizione nuova, diversa, che noi non conosciamo, ma che si mostra nel fatto di Gesù, ed è la grande promessa per noi tutti che c'è un mondo nuovo, una vita nuova, verso la quale noi siamo in cammino".

 

"Gesù ha la possibilità di farsi palpare - ha spiegato Benedetto XVI -, di dare la mano ai suoi, di mangiare con i suoi, ma tuttavia sta sopra le condizioni della vita biologica, come noi la viviamo. E sappiamo che, da una parte, è un vero uomo, non un fantasma, che vive una vera vita, ma una vita nuova che non è più sottomessa alla morte e che è la nostra grande promessa. E' importante capire questo, almeno in quanto si può".

 

E' stato anche chiesto al Papa se sarà sua intenzione ripetere il gesto dell'affidamento del mondo alla Vergine Maria, come fecero nel corso del 900 i pontefici Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II. "Al momento mi sembra più importante viverlo, realizzarlo, entrare in questo affidamento, perché sia realmente nostro", ha detto Ratzinger.

 

Il Papa ha parlato anche della sofferenza che sta attraversando il Giappone, colpito dal devastante terremoto dell'11 marzo. Un giorno si capirà "che questa sofferenza non era vuota, non era invano, ma che dietro di essa c'è un progetto buono, un progetto di amore". "Sappiamo che Gesù ha sofferto come voi, innocente, che il Dio vero che si mostra in Gesù, sta dalla vostra parte. Questo mi sembra molto importante, anche se non abbiamo risposte, se rimane la tristezza: Dio sta dalla vostra parte, e siate sicuri che questo vi aiuterà. E un giorno potremo anche capire perché era così".

 

Quanto al rapporto con le altre religioni, il Papa ha spiegato che in Iraq "la Santa Sede è in permanente contatto con le diverse comunità, non solo con le comunità cattoliche, con le altre comunità cristiane, ma anche con i fratelli musulmani, sia sciiti, sia sunniti. Vogliamo fare un lavoro di riconciliazione, di comprensione, anche con il governo, aiutarlo in questo cammino difficile di ricomporre una società lacerata".

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