''Il rifiuto del sondino è un diritto''

''Il rifiuto del sondino è un diritto''

''Il rifiuto del sondino è un diritto''

ROMA - "Rifiutare il sondino di alimentazione è un diritto". Il Tar del Lazio - che si dichiarano incompetenti per difetto di giurisdizione - ha stabilito che a nessu­na persona, cosciente o in stato di incoscienza, possono essere imposte alimentazione e idrata­zione artificiali. Una sentenza che ha innescano non poche polemiche sulla legge sul biotestamento già approvata al Senato e ora all'esame della Camera.

 

I giudici hanno accolto il ri­corso presentato da Gianluigi Pellegrino, legale del Movimen­to difesa dei Cittadini, dopo l'at­to di indirizzo col quale il 16 di­cembre 2008 il ministro del Welfare Maurizio stabiliva l'illegalità della sospensione di nutrizione e idratazione artificiale ai pazienti nelle strutture pubbliche nel contesto della vicenda di Eluana Englaro. Il Tar ha stabilito che la competenza a decidere spetta al giudice ordinario civile.

 

Secondo il ministro Sacconi è necessaria e urgente una "norma Englaro", che deve sancire "l'inalienabile diritto all'alimentazione e all'idratazione per offrire una certezza normativa coerente con l'articolo 2 della Carta costituzionale e con il riconoscimento del valore della vita che è presente nella tradizione largamente condivisa del nostro popolo".

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