Il Tavernello tiene la leadership. Caviro conserva il 9% del mercato italiano

Il Tavernello tiene la leadership. Caviro conserva il 9% del mercato italiano

Il Tavernello tiene la leadership. Caviro conserva il 9% del mercato italiano

FORLI' - Il bilancio del Gruppo Caviro chiude il 2010 con un fatturato di 250 milioni di euro ed un utile netto di 2,9 milioni di Euro in crescita del 53%. Il Consorzio nazionale, con sede a Faenza, nonostante la crisi economica e l'ulteriore calo dei consumi di vino, si conferma primo sul mercato italiano del vino con il 9,4% di quota di mercato e primo sul mercato italiano dell'alcool industriale con il 25% di quota.

 

L'assemblea dei soci di Caviro ha approvato il bilancio 2010 con ricavi a 250 milioni di Euro, in linea con il dato dello scorso anno, e con un EBITDA di 13,5 milioni di Euro. In crescita l'utile netto che passa da 1,9 milioni di Euro del 2009 a 2,9 milioni del 2010 con un incremento di 1 milione di Euro. La posizione finanziaria netta pari a 76 milioni di Euro è allineata a quella dello scorso esercizio, nonostante il completamento dell'investimento nella nuova centrale termoelettrica, che influenza il dato per 34 milioni di Euro.

 

Per il settore distilleria, l'anno concluso evidenzia un buon recupero rispetto alla crisi mondiale dei consumi 2009 sia nel mercato degli alcoli, con la controllata Alcoplus, che dell'Acido Tartarico. In incremento le attività legate all'energia e depurazione, mentre sono stabili i ricavi dei mosti concentrati. Un ulteriore importante obiettivo conseguito dal settore distilleria, è il raggiungimento della quota zero infortuni sullo stabilimento di Faenza, nonostante il notevole incremento delle attività operative dovuto alla costruzione della nuova centrale termoelettrica a biomasse.

 

Per quel che riguarda il settore vino, perdura la crisi del canale ristorazione, dove non si arresta la chiusura di molti locali pubblici e si assiste ad una calo dei consumi delle bevande alcoliche in genere. Nella Grande Distribuzione, dove si vende oltre il 70% del vino confezionato in Italia, la crisi economica si è fatta sentire con un aumento della promozionalità media e il maggior peso dei prodotti a marchio del Distributore che erodono volumi ai prodotti di marca.

 

Tavernello sul brik ha in parte risentito di questa situazione ma ha lanciato il nuovo Tavernello frizzante in bottiglia da 0,75, che con oltre 2 milioni di bottiglie vendute in soli 6 mesi si colloca fra i primi 5 prodotti della categoria frizzanti. Caviro raggiunge pertanto in G.D.O. una quota del 9,4% a valore e del 17,5% a volume, grazie alla prima posizione nel brik, alla terza posizione nel vetro ed alla leadership nella produzione di Private Labels.

 

All'estero, l'azienda ha portato il proprio fatturato a 27 milioni di euro, segnando un incremento pari al 16% rispetto al 2009. In particolare è la Gran Bretagna che evidenzia un balzo del +34% facendo di Caviro oggi la seconda azienda esportatrice italiana verso quel paese. In Germania Tavernello conferma la prima posizione tra i vini italiani. Caviro è la prima azienda vinicola italiana anche in Russia dove cresce del 64%.

 

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«In un anno di pesante crisi economica e sociale, - dichiara il Presidente Secondo Ricci - il nostro è un Bilancio positivo sia dal punto di vista economico che finanziario. Quest'anno assistiamo ad una ripresa dei prezzi del vino che, seppur modesta, è un segnale positivo per il futuro dei viticultori. Vendemmia verde e abbattimenti dei vigneti previsti dagli incentivi comunitari hanno fatto ridurre le quote massime produttive di vino nelle maggiori nazioni (Italia, Francia, Spagna), bloccando il ribasso del prezzo del vino. Ci preoccupa però il forte calo del consumo pro-capite del vino, dovuto sia al mancato ricambio generazionale, visto che i giovani bevono raramente ai pasti, ed a motivi salutistici che interessano diverse fasce d'età; il mercato italiano è un mercato maturo e rimane solo la prospettiva del mercato estero che tiene e continua a crescere. La reazione dell''azienda ha però consentito di salvaguardare i livelli occupazionali ed incrementare la marginalità. Ci aspetta un 2011 molto impegnativo per il perdurare della crisi nazionale. Il primo trimestre ci vede con l'export in crescita di quasi il 20% ed il fatturato Italia allineato con il 2010».

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