Immigrati, braccio di ferro tra governo ed Onu

Immigrati, braccio di ferro tra governo ed Onu

Immigrati, braccio di ferro tra governo ed Onu

Non si placa la polemica tra il governo italiano e l'Onu sulla questione del respingimento dei migranti in arrivo in Italia. Da Sharm El Sheik il premier Silvio Berlusconi è tornato a parlare della questione immigrazione, sostenendo che le carrette cariche di immigrati in viaggio verso l'Italia sono "il frutto di un'organizzazione criminale". A bordo, ha sostenuto il presidente del Consiglio, vi sono soggetti reclutati "in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali".

 

Per Berlusconi, i migranti "sono persone che hanno pagato un biglietto, non sono persone spinte da una loro speciale situazione all'interno di Paesi dove sarebbero vittime di ingiustizie, ma sono reclutate dal mondo del lavoro o del non lavoro in maniera scientifica dalle organizzazioni criminali". "Ci sentiamo in dovere di dare accoglienza a chi fugge da una situazione pericolosa per la sua vita e la sua libertà", ha aggiunto.

 

Immediata la risposta dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) che ha annunciato di aver scritto al governo italiano esprimendo "grave preoccupazione" per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e per chiedere alle autorità italiane di "riammettere quelle persone rinviate dall'Italia ed identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale".

 

Il portavoce Ron Redmond ha ricordato che la Libia non ha firmato la Convenzione del 1951 e che non vi sono quindi garanzie che le persone bisognose di protezione internazionale possano trovarla in Libia. Secondo i dati dell'Unhcr, nello scorso anno oltre il 75% degli immigrati giunti in Italia via mare ha fatto richiesta di asilo. Al 50% di questi stata concessa una forma di protezione internazionale.

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