Immigrazione, il CoReCom si scaglia contro i mezzi di informazione

Immigrazione, il CoReCom si scaglia contro i mezzi di informazione

Immigrazione, il CoReCom si scaglia contro i mezzi di informazione

"Soggetti senza voce, relegati nella sezione della cronaca nera: la rappresentazione degli immigrati da parte dei mezzi di informazione locale resta spesso ancorata a stereotipi culturali che ostacolano l'integrazione". Questo emerge dall'ultima indagine del Corecom Emilia-Romagna in merito al fenomeno dell'immigrazione. I risultati della ricerca sono stati presentati all'interno del seminario "L'immagine degli immigrati nei telegiornali locali dell'Emilia-Romagna"

 

Il seminario è stato organizzato dall'Assessorato Politiche sociali della Regione, nella sede di Viale Aldo Moro. Il CoReCom è il Comitato Regionale per le Comunicazioni, un organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale.

 

L'evento, al quale hanno preso parte l'assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, e il presidente del Corecom Emilia-Romagna, Gianluca Gardini, ha visto gli interventi di Pina Lalli, presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione Pubblica Sociale e Politica, Rossella Tirotta, sociologa del Corecom e curatrice della ricerca, e Damiano Rizzoli, in rappresentanza del Centro Interculturale Mondinsieme.

 

"Le proiezioni Istat al primo gennaio 2011 ci dicono che in Emilia-Romagna abbiamo superato i 500mila residenti stranieri, pari all'11,3% della popolazione - ha commentato l'assessore Marzocchi. "Siamo di fronte, quindi, a un fenomeno strutturato, radicato. I lavoratori sono circa 220mila; con i loro contributi pagano il 5% delle pensioni degli emiliano-romagnoli, e sostengono settori fondamentali quali l'edilizia e il lavoro di cura dei nostri anziani."

 

"Inoltre - aggiunge l'assessore - , mentre nelle classi d'età da zero a tre anni i bambini stranieri sono il 21% del totale, nei nidi non superano mai l'8%: è quindi fuorviante sostenere, come qualcuno fa, che tolgano posti ai bambini italiani. Questi dati raramente trovano diffusione nei media e nei tg, dove purtroppo l'immigrato balza 'agli onori'  della cronaca perlopiù quando commette un reato. E' uno dei motivi per cui come Regione abbiamo promosso un apposito Protocollo che impegna i firmatari a sostenere la comunicazione interculturale, a monitorare la rappresentazione che i media locali danno dell'immigrazione, a combattere gli stereotipi e a fare formazione".

 

Il Presidente del Corecom è intervenuto a questo proposito per ribadire l'importanza del Protocollo regionale, spiegando che "il monitoraggio che abbiamo svolto sui TG locali rileva purtroppo la tendenza a confermare uno stereotipo culturale che associa gli immigrati a fenomeni negativi, come criminalità e disagio sociale". Come è possibile allora valorizzare le culture dei cittadini stranieri e favorirne l'accesso all'informazione? "E' evidente che il processo di integrazione tra le culture passa anche dal sistema dei media". afferma Gardini. "Il Corecom, anche alla luce di questi risultati, intende intensificare l'azione di stimolo e di sensibilizzazione che ha svolto sinora nei confronti dei diversi attori del sistema mediatico, per favorire la diffusione di una corretta informazione sull'immigrazione, da cui dipende il realizzarsi di una prima forma d'inclusione socio-culturale."

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