Immigrazione, in un anno residenti stranieri aumentati del 15%

Immigrazione, in un anno residenti stranieri aumentati del 15%

Immigrazione, in un anno residenti stranieri aumentati del 15%

Crescita e stabilità, sono questi i due termini che meglio inquadrano il fenomeno migratorio in Emilia-Romagna. La stima della Caritas dei soggiornanti in regione, al 31 dicembre 2007, è di 421.031 persone, (9,8% sul totale della popolazione). La crescita della popolazione straniera residente è del 15% rispetto allo scorso anno. Raddoppiati i rumeni (oltre 41mila), in aumento marocchini e albanesi. Galeata si conferma 'leader' in regione: il 17,8% dei cittadini è straniero.

 

Il dato della popolazione straniera residente è superiore alle tendenze percentuali degli ultimi anni (10% nel 2006, 12% nel 2005) legato in buona parte dall'aumento dei residenti rumeni che sono raddoppiati in valore assoluto (da 21.804 a 41.651) incidendo per circa il 40% sulla crescita complessiva annuale dei residenti stranieri. 

 

Calcolando il dato delle residenze emerge, rispetto all'anno precedente, un incremento dell'incidenza percentuale, che passa dal 7,53 all'8,55.

 

Aumentano i comuni con più del 10% di residenti stranieri: si è passati dai 22 del 2004 ai 33 del 2005 e ai 47 del 2006, fino ai 79 del 2007 con Galeata (Forlì-Cesena) che ha raggiunto quota 17,8%, Luzzara (Reggio Emilia) con il 17%, Rolo (Reggio Emilia) al 16,1%, Castel San Giovanni (Piacenza) con il 15,7%. Per quanto riguarda la composizione di "genere", c'è una maggior crescita della componente femminile tra i residenti stranieri (+ 11,1% rispetto al + 9,1% dei maschi), a conferma di una tendenza che si manifesta già da qualche anno. Le classi d'età in cui l'incidenza della popolazione straniera è più elevata sono la 0-5 anni (14,7% della popolazione complessiva in questa fascia d'età) e 25-29 anni (16,4%).

 

I principali Paesi di provenienza dei residenti stranieri sono il Marocco (15,6%), l'Albania (13,1%) e la Romania (11,4%). In crescita il dato della Romania e dell'Est Europeo in generale (Polonia, Ucraina, Moldavia). Infine, il dato relativo alle acquisizioni di cittadinanza: in Emilia-Romagna, gli immigrati stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana dal 2004 al 2006 sono passati da 1.117 a 3.521. Il quadro, "fotografato" per il 18esimo anno consecutivo dal Dossier statistico 2008 Caritas/Migrantes. è stato presentato giovedì mattina nella sede della Regione.

 

Scuola
Anche nell'anno scolastico 2007/2008, l'Emilia-Romagna è la regione con la percentuale maggiore di alunni con cittadinanza non italiana: con 65.813 alunni (su 559.033 iscritti totali) si è raggiunto l'11,8%, mentre nell'anno scolastico 2006/2007 era del 10,7 (media nazionale 6,4%). In particolare c'è un incremento significativo nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove la percentuale degli alunni stranieri supera già il 13%.

 

Lavoro
A fine dicembre 2007, nella banca dati Inail risultano occupati in Emilia-Romagna 274.381 lavoratori stranieri: rappresentano il 17,8% del totale (12,5% extracomunitari più 5,3% comunitari), e confermano una crescita costante registrata negli ultimi anni (nel 2006 i lavoratori stranieri erano il 15,3%). Il dato di genere mostra una stabilizzazione della percentuale di donne assunte sul totale: circa il 44%. La metà dei lavoratori stranieri occupati in regione è presente nella province di Bologna (21%), Modena (17%) e Reggio Emilia (12%). I settori in cui si concentrano prevalentemente sono l'industria (27,5%), le costruzioni (15%), l'alberghiero (13,2%), i servizi alle imprese (8,8%) e l'agricoltura (8,5%).

 

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I commenti
Il quadro nazionale è stato presentato da Pietro Pinto (Comitato scientifico Dossier Caritas/Migrantes), che ha sottolineato come in Italia la presenza straniera stia crescendo più rapidamente rispetto agli altri Paesi europei, e ha sottolineato la necessità di avere "una politica di programmazione dei flussi più efficace". Anna Maria Dapporto, assessore regionale alle Politiche sociali e immigrazione, dopo aver ricordato la competenza della Regione "per attuare la piena integrazione sociale, sanitaria, scolastica e formativa", ha espresso la propria preoccupazione per il calo delle risorse statali: "Nel 2008 è stato soppresso il fondo, ammontante a 100 milioni di euro, pensato dall'ex ministro Ferrero per l'integrazione dei migranti. A ciò si aggiunge il taglio del Fondo nazionale per le politiche sociali, passato da 950 a 650 milioni di euro". Roland Jace (vicepresidente Consulta regionale per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri) ha ricordato come siano stati recentemente modificati dal governo "i criteri che definiscono i requisiti per i ricongiungimenti, rendendoli quasi impossibili. Servono fondi per l'integrazione, e invece si vogliono aumentare le risorse per costruire Cpta, ovvero Centri di permanenza temporanea e assistenza". Per Gianmarco Marzocchini (Caritas Reggio Emilia), "dietro ai numeri presentati oggi ci sono delle persone. Nei centri di ascolto della Caritas ne incontriamo molte, e quando qualcuno ci interpella è nostra responsabilità farci risposta".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    meno male che la CARITAS ci tiene informati sui flussi stranieri nel nostro territorio,noto altresì che gli aumenti sono in forte crescita a dispetto dell'attuale governo.Complimenti per l'aumento dei marocchini e albanesi,frutto di una politica di selezione per favorire determinati flussi migratori.Immagino la felicità dei forlivesi,notoriamente aperti alle novità.Una domanda :sono tutti in regola?se sì qualcuno ha mentito agli elettori.Altra considerazione,il nostro territorio sta attraversando una crisi economica spaventosa,difficilmente questa gente troverà sbocchi di lavoro,provate a indovinare cosa farà tutta questa gente?,riguardo i marocchini un'idea me la sono fatta.

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