IMMIGRAZIONE - Masella (Prc): ''Pratiche troppo lente alle Poste per permessi di soggiorno''

IMMIGRAZIONE - Masella (Prc): ''Pratiche troppo lente alle Poste per permessi di soggiorno''

BOLOGNA - Il passaggio agli uffici postali delle pratiche per il rilascio dei permessi di soggiorno, del loro rinnovo e dei ricongiungimenti famigliari, stabilito attraverso un accordo tra il Ministero dell'Interno e Poste italiane (integrato dal decreto dell'ex ministro Pisanu del 12 ottobre 2005) e entrato in vigore l'11 dicembre scorso, è al centro di un'interrogazione di Leonardo Masella, il quale ricorda che il precedente Governo aveva stabilito la nuova regolamentazione "nonostante le proteste e le contrarietà di CGIL-Cisl-Uil, dell'Arci e di tute le associazioni dei migranti."
Poiché nel programma dell'attuale coalizione di Governo, era previsto "il trasferimento delle competenze in materia di permessi di soggiorno ai comuni" Masella evidenzia che "i possibili percorsi di trasferimenti di competenze agli enti locali, verrebbero ora vanificati dal nuovo ruolo di Poste italiane".
Anziché "sottrarre la gestione delle pratiche alle forze dell'ordine, cambiando la natura dei procedimenti per concepire l'immigrazione come oggetto di trasparenti azioni amministrative e non come problema di pubblica sicurezza, si è scelto di cambiare soltanto il front-office" - stigmatizza l'esponente di prc, secondo il quale "particolarmente grave appare il fatto che decisioni di ampio respiro politico vengano prese tramite accordi con soggetti privati (in questo caso Poste italiane) senza il necessario confronto parlamentare e senza alcuna modifica della normativa vigente."
Masella chiede pertanto alla Giunta un parere in merito alla situazione e la sollecita ad attivare nelle sedi opportune "ogni possibile iniziativa al fine di accelerare il passaggio ai comuni delle competenze sui permessi di soggiorno oltre a promuovere, nel frattempo, con le Poste emiliano-romagnole una diversa convenzione sul rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno."
A sostegno della sua richiesta, nel lungo documento in cui evidenzia una serie di punti critici manifestati dal nuovo iter di rilascio dei permessi tramite Poste italiane, il consigliere afferma che "da quando la procedura ha avuto inizio, si sono verificate grandi e gravi difficoltà nel rendere più veloci le pratiche burocratiche e a tutt'oggi le informazioni a riguardo risultano scarse ed incomplete."

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