IMOLA - Abolizione del Circondario imolese, si riapre lo scontro politico in Regione

IMOLA - Abolizione del Circondario imolese, si riapre lo scontro politico in Regione

IMOLA - Dopo la bocciatura in Regione del progetto di legge che interveniva sullo Statuto regionale per eliminare la previsione riguardante il Circondario di Imola, si ripropone il confronto tra maggioranza e opposizione su questo organismo. La Commissione Bilancio Affari generali ed istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Antonio Nervegna, ha infatti preso in esame i due progetti di legge riguardanti l'organismo imolese, ad essa assegnati in sede referente.


Il Primo, firmato da Gianni Varani (fi) che ne è anche il relatore, e sottoscritto da Silvia Noè (udc), Carlo Monaco (per l'e-r), Alberto Vecchi (an) e Maurizio Parma (lega nord), prevede ancora l'abolizione dell'ente, attraverso l'abrogazione nella legge regionale 6/2004 (Riforma del sistema amministrativo regionale e locale. Unione europea e relazioni internazionali. Innovazione e semplificazione. Rapporti con l'Università) dei cinque articoli che riguardano l'istituzione ed il funzionamento del nuovo Circondario imolese.


Il secondo, di cui è primo firmatario Alberto Vecchi (an), introduce invece nella stessa legge regionale n. 6 del 2004 un apposito comma, che prevede la possibilità per ogni singolo Comune facente parte del Circondario imolese di recedere dall'organismo, anche attraverso la promozione di un referendum popolare.


Il vero problema che poniamo oggi, ha detto Varani riferendosi agli aspetti specifici di questo secondo testo di legge, riguarda lo Statuto del Circondario imolese, nel quale il consigliere ha intravisto un'anomalia blindata e che va quindi a suo parere verificato in maniera più democratica, in particolare laddove sancisce che l'organismo è a tempo indeterminato e non ammette recessi dei singoli Comuni che lo compongono.


Necessario quindi, secondo il consigliere, lanciare un segnale politico, eventualmente anche attraverso un ordine del giorno. Si deve prevedere perlomeno, ha sostenuto Varani, che il popolo in teoria possa dire la sua, per una credibilità istituzionale, al di là del gioco delle parti. Lo Statuto è stato votato dai 10 Comuni che fanno parte del Circondario nell'ambito della loro autonomia, per cui non è stretta competenza giuridica regionale e la legge 6 è chiara in questo senso, ha rammentato Daniele Manca (pd), dichiarando tuttavia la disponibilità a riflettere su questo tema e a discutere anche sull'assetto complessivo dell'ente. Lo si potrebbe fare, ha aggiunto, nell'ambito del riordino istituzionale, a cui la Giunta sta lavorando,quella a suo avviso la sede giusta in termini di competenze.


Manca ha poi ribadito che il Circondario ha dimostrato di essere uno strumento utile per la semplificazione, un ambito di programmazione avanzata, dove si è già sperimentata, fra l'altro, la programmazione integrata delle politiche sanitarie e sociali, l'unico ente di secondo grado nel quale sono rappresentate sia la maggioranza che l'opposizione. Non ho preclusioni di tipo culturale a valutare ulteriormente cosa serve a quel territorio, ha concluso Manca, optando però per una riflessione complessiva a 365 gradi.


Varani, favorevole all'ipotesi di approfondire il tema nell'ambito del riordino istituzionale complessivo, si è comunque riservato di consultare i colleghi che insieme a lui hanno firmato il testo di legge ed ha quindi chiesto di sospendere temporaneamente l'esame del provvedimento. Alla seduta hanno partecipato anche i consiglieri Roberto Montanari, Gian Luca Rivi, Marco Monari, Nino Beretta e Laura Salsi (pd), Leonardo Masella (prc), Paolo Nanni (idv), Donatella Bortolazzi (pdci).


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