Imola, accusato di aver certificato falsamente l'invalidità di un mafioso: primario arrestato

Imola, accusato di aver certificato falsamente l'invalidità di un mafioso: primario arrestato

Imola, accusato di aver certificato falsamente l'invalidità di un mafioso: primario arrestato

IMOLA - Un arresto eccellente per un'accusa altrettanto grave. Aver garantito una falsa certificazione di invalidita' a un mafioso. Mauro Menarini, 52 anni- gia' direttore sanitario della struttura riabilitativa di Montecatone (Imola), attualmente responsabile del dipartimento medicina riabilitativa e unita' spinale della stessa struttura sanitaria- e' stato arrestato lunedì dagli uomini della squadra mobile di Bologna e del commissariato di Imola.

 

Il fermo e' stato ordinato dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna, in un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal pm Lorenzo Gestri, che procedono contro Menarini per false attestazioni e truffa in danno di ente pubblico. Il mafioso, suicidatosi nel gennaio di quest'anno, condannato dalla Corte d'Assise di Catania per associazione a delinquere di stampo

mafioso con fine pena nel 2023, era ai domiciliari a Imola da anni.

 

Una condizione che gli era stata garantita perche', secondo l'ipotesi di accusa, gli era stato falsamente diagnosticata una patologia che lo dichiarava invalido al 100%, incompatibile quindi con la detenzione carceraria. La vicenda che ha portato all'arresto di Menarini venne alla luce il 24 settembre scorso.

 

La polizia mesi addietro aveva sorpreso il mafioso, S.B.- ufficialmente ai domiciliari perche' costretto su una sedia a rotelle- alla guida di un'auto senza comandi modificati. Spunto' anche un video in cui l'uomo ballava la 'macarena' durante una festicciola a casa sua. S.B., morto suicida qualche mese fa a 42 anni, gia' una decina di anni fa era stato ricoverato in un ospedale in meridione per una serie di accertamenti per l'insorgenza di una grave malattia auto-immune.

 

Poi approdo' a Bologna, con gia' in tasca una diagnosi di incompatibilita' alla detenzione carceraria firmata in un ospedale del sud Italia, ed era appunto in cura a Montecatone. Trovandosi nel bolognese, gli furono accordati gli arresti domiciliari (con autorizzazione a uscire in determinate fasce orarie) nel bolognese.

(Dire)

 

Da parte loro i Soci della Montecatone, Ausl e Comune di Imola, hanno proceduto, come atto dovuto in questi casi, a richiedere al Consiglio di Amministrazione della società la sospensione del professionista dal servizio. I soci hanno inoltre richiesto al C.d.A. di operare affinché venga garantita la continuità nell'assistenza agli oltre 150 degenti della struttura, che è un'eccellenza della rete regionale e nazionale delle mielolesioni e che deve mantenere l'elevata qualità dei servizi.

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