Imola: agricoltori aggrediti da cacciatori, scatta la querela

Imola: agricoltori aggrediti da cacciatori, scatta la querela

Imola: agricoltori aggrediti da cacciatori, scatta la querela

IMOLA - Scontri di ordinaria follia tra cacciatori e agricoltori seguiti da percosse e terminati con una querela ai carabinieri da parte di quest'ultimi. E' quanto accaduto in un podere di Castel del Rio, località Giugnola, nell'imolese, proprio al confine con la Toscana. "Non è la prima volta che abbiamo grossi problemi con i cacciatori - ha raccontato l'agricoltore offeso e malmenato - ma quella mattina del 20 novembre non la dimenticherò mai più".

 

"Il mio operaio ed io stavamo lavorando vicino alla mia abitazione quando siamo stati distratti dall'abbaiare continuo dei nostri cani - ha continuato -. Accanto alla cuccia di uno di loro si era avvicinato un segugio, segno della presenza di cacciatori nelle vicinanze. Subito il mio operaio ha cercato di far notare ai due forestieri che si trovavano in una proprietà privata e che, quindi, dovevano rispettare i limiti venatori imposti dalla legge".

 

"Per tutta risposta dopo aggressioni verbali e accuse di aver nascosto, e magari ucciso il prezioso cane da caccia, i due hanno puntato l'arma contro di noi e ci hanno intimato di fermarci altrimenti ci avrebbero ammazzato - ha aggiunto -. Impauriti e impietriti abbiamo avuto però la forza e il coraggio di chiamare i carabinieri che, fortunatamente, sono giunti velocemente in nostro soccorso. In attesa del loro arrivo, però, i due cacciatori arrabbiati per la telefonata alle forze dell'ordine ci hanno duramente picchiato e, per questo, siamo dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso".

 

E purtroppo questo non è un caso isolato. "Troppo spesso i nostri associati si lamentano di problemi con i cacciatori - afferma il Presidente della Cia di Imola, Massimo Pirazzoli. - Tagli ai recinti, attraversamento di campi seminati, il mancato recupero delle cartucce sparate che, se ingerite dagli animali al pascolo, possono provocare seri danni alla salute, l'abbandono dei propri mezzi in strade e terreni privati, l'attività della caccia esercitata in mezzo al bestiame".

 

Insomma, problemi che impediscono la regolare attività imprenditoriale e compromettono il mantenimento di serenità e tranquillità in un settore, quello dell'agricoltura, già duramente colpito da altre criticità. "La caccia - dice ancora Pirazzoli - non può essere un problema di ordine pubblico. Il suo regolare svolgimento, anche e soprattutto in certe zone di confine,  deve essere controllato dalla Vigilanza venatoria in Emilia Romagna, dalle guardie venatorie volontarie, occorre un intervento dell'ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e della Provincia di Bologna. Come Cia raccogliamo i malumori e difficoltà che stanno attraversando gli agricoltori anche per colpa di cacciatori che non seguono leggi e regolamenti. Se non saremo ascoltati tuteleremo i nostri associati con altri strumenti contenuti nella legge nazionale e nell'attuale Piano Faunistico Venatorio Provinciale".

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