Imola, aumentano gli infortuni sul lavoro

Imola, aumentano gli infortuni sul lavoro

Imola, aumentano gli infortuni sul lavoro

IMOLA - Gli infortuni nell'imolese nel 2010 fanno registrare un lieve aumento rispetto al 2009. L'aumento è piuttosto contenuto e si attesta sull'1,5%, pari 37 infortuni in più. Una possibile chiave di lettura del dato è legata alla grande crisi occupazionale che ha raggiunto il suo picco proprio nel 2009: alla luce di questa situazione, inevitabilmente collegata ad un sensibile calo (-17%) degli infortuni rispetto all'anno precedente, era prevedibile attendersi un aumento del numero di eventi nel 2010.

 

E' però interessante notare come, confrontando il dato con il 2008 ed il 2007, anni più "stabili" dal punto di vista occupazionale, recuperiamo di nuovo quel filo conduttore che ormai da molti anni  evidenzia un trend in calo, peraltro in linea con quanto accade a livello nazionale

 

"L'aumento riscontrato quest'anno ha riguardato in gran parte il comparto metalmeccanico (forse il più colpito dalla crisi) dove, per la prima volta dopo diversi anni, tornano ad aumentare anche gli infortuni agli occhi.  Esaminando invece i comparti edilizia ed agricoltura, si registra una riduzione seppur lieve, degli infortuni, che conferma una importante inversione di tendenza dell'andamento infortunistico in questi settori iniziata ormai da diversi anni. E' importante sottolineare a tal proposito l'impegno, in termini di vigilanza e prevenzione, del servizio di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro che, in linea con i piani predisposti a livello nazionale e regionale, ha dedicato nel corso degli anni una attenzione sempre crescente a questi due comparti, considerati a maggior rischio per la particolare incidenza di eventi infortunistici gravi e mortali" si legge in una nota dell'Ausl di Imola.

 

"Riguardo alla natura delle lesioni legate agli infortuni complessivamente occorsi nel settore industria artigianato - continua  la nota - la maggiore frequenza è rappresentata dalle contusioni, e cioè dalle lesioni fortunatamente meno gravi. Le lesioni più gravi, come le fratture e le amputazioni, incidono complessivamente per un 12% sul totale e raggiungono il 17% nel comparto agricoltura. In aumento la percentuale di infortuni sul lavoro legati ad incidenti stradali, pari al 16% del totale, dato questo che sottolinea la ormai improcrastinabile necessità di occuparsi dei determinanti di questa tipologia di infortuni".

 

"In lieve calo invece gli infortuni a carico dei lavoratori immigrati, sia in generale che nel settore edile. Il calo appare più accentuato nell'industria mentre il numero di infortuni è in lieve aumento nel settore agricoltura. Il dato è di difficile lettura senza un'informazione certa sulla popolazione di riferimento, che comunque si presume in aumento, e sul tasso di occupazione. Tra le possibili cause, non si può escludere il fenomeno della sottonotifica, particolarmente diffuso in questa categoria di lavoratori impiegati in certi casi come manodopera irregolare".

 

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"Infine, gli infortuni mortali - si conclude la nota - Un solo evento nel 2010 seguito però purtroppo da altri due decessi nel primo mese del 2011. Il 2010 è stato un "annus horribilis" per tutto il territorio provinciale per la concentrazione insolitamente alta di eventi mortali, a testimonianza della necessità di proseguire da parte dell'AUSL e dei suoi servizi con l'azione di prevenzione degli infortuni, come è stato ribadito dalla Commissione Senato sugli Infortuni sul lavoro in occasione della recente audizione presso la Prefettura.  Per ottenere questo risultato, occorre lavorare sempre più su una progettazione delle attività a livello provinciale ed in rete con gli altri enti di controllo, potenziando altresì le iniziative di diffusione delle conoscenze e l'attività di assistenza a lavoratori ed imprese".

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