Imola, Berco annuncia la chiusura. A rischio 28 posti

Imola, Berco annuncia la chiusura. A rischio 28 posti

IMOLA - Si è svolta lunedì pomeriggio l'assemblea sindacale con i 58 dipendenti della Berco Spa, specializzata in carpenteria e lavorazioni meccaniche per conto di terzi, con due stabilimenti a Imola e Sasso Morelli. L'azienda, che fa parte del gruppo tedesco Thyssen Krupp, ha comunicato ai sindacati venerdì scorso l'intenzione di "razionalizzare e ottimizzare i processi produttivi al fine di ridurre i costi attraverso lo spostamento della produzione negli altri stabilimenti del gruppo, salvo la carpenteria e la conseguente chiusura del sito produttivo di Imola e il mantenimento di soli 30 posti di lavoro su 58".

 

"Riteniamo inaccettabile il progetto della proprietà che scarica le conseguenze della crisi, di cui risente l'intero gruppo, sui lavoratori del sito imolese - afferma Stefano Pedini della Fiom-Cgil di Imola -, soprattutto alla luce delle dichiarazioni fatte nell'ottobre 2009 quando al momento della richiesta della cassa integrazione straordinaria per crisi l'azienda aveva confermato il mantenimento dell'attività industriale e occupazionale nei due siti produttivi imolesi. Una scelta non giustificabile a maggior ragione se si considera che da gennaio ad oggi si è fatto un ricorso limitato alla cassa integrazione straordinaria. Lascia anche sconcertati il fatto che lo scorso aprile la Berco ha presentato un piano industriale per gli stabilimenti italiani per i quali sono stati richiesti due anni di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. Gli stabilimenti di Imola però non erano interessati da questa riorganizzazione proprio perché non se ne metteva in discussione la strategicità. Ora arriva invece l'annuncio della chiusura di uno dei due stabilimenti, che in prospettiva mette a rischio anche la presenza stessa della Berco sul territorio".

 

In assemblea è stato deciso di proclamare un primo sciopero di 4 ore, con presidio davanti allo stabilimento di Imola, che si terrà nella mattina di giovedì 10 giugno. Inoltre, i sindacati richiederanno la convocazione del Tavolo di crisi in Provincia, al fine di coinvolgere anche le istituzioni, per scongiurare la perdita di altri posti di lavoro sul territorio. "Questa ulteriore situazione di crisi - conclude Pedini - che si aggiunge alle numerose già note va ad aggravare una situazione già pesante che purtroppo conferma le previsioni annunciate dalla Fiom da diversi mesi. Tutto ci porta a dire che si sta entrando nella fase più acuta della crisi, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto occupazionale, visto anche l'approssimarsi dell'esaurimento degli ammortizzatori, con conseguenze allarmanti per l'intero territorio, sia sul piano sociale sia per le prospettive del sistema economico e occupazionale".

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