Imola: Conferenza territoriale sulla  sicurezza, "Necessario un progetto condiviso"

Imola: Conferenza territoriale sulla  sicurezza, "Necessario un progetto condiviso"

IMOLA - Oltre cento persone tra Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e Rsu (Rappresentanti sindacali dei lavoratori) hanno partecipato alla 2ª Conferenza territoriale sulla sicurezza, «Più salute, meno infortuni: una priorità per il territorio», organizzata da Cgil, Cisl e Uil che si è svolta questa mattina presso la sala delle Stagioni. All'iniziativa sono intervenuti Michele Filippini, dell'ufficio di presidenza del Circondario imolese, Sergio Prati, presidente di Legacoop Imola, Guido Laffi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Imola, Monica Campagnoli, assessore alle Attività produttive del Comune di Imola, Guido Scarascia di Unindustria Bologna, Luca Landi della Cna di Imola.


Nel corso della conferenza sono stati analizzati gli aspetti positivi e negativi delle modifiche apportate al decreto legislativo 81/2008 con il decreto 106/2009 ed è stato fatto il punto sull'attivazione del Tavolo territoriale sulla sicurezza sul lavoro per il quale è in corso la definizione di un protocollo con il Circondario, le associazioni datoriali e l'Ausl.  

 

«L'obiettivo - ha sottolineato Marzia Montebugnoli della Cisl di Imola nella relazione introduttiva - è costruire iniziative concrete che si basino sulle reali esigenze del territorio, oltre a quello che viene previsto per legge, così da raggiungere risultati tangibili. Questo Tavolo potrebbe essere un valido strumento di supporto all'attività degli Rls e degli Rlst, dando loro la possibilità di sentirsi realmente parte di uno stesso progetto, finalizzato alla diffusione della cultura della sicurezza».
Per il presidente di Legacoop, Sergio Prati «solo un impegno congiunto di tutti  i soggetti coinvolti può portare a risultati positivi». «Occorre andare oltre il rispetto formale della normativa - ha aggiunto Prati -, raddoppiare gli sforzi anche in tempo di crisi, affinché la prevenzione sia considerata una priorità nelle aziende, e prevedere percorsi di formazione già a partire dalle scuole».
Il Circondario imolese è chiamato ad occuparsi della regia di Tavolo territoriale. «Si tratta di una sfida che accettiamo - ha dichiarato Michele Filippini, dell'Ufficio di presidenza -. L'intento è quello di raggiungere tutte le azienea, anche le più piccole e quelle non aderiscono ad alcuna associazione. Il nostro territorio sta dando risposte migliori rispetto ad altri, ma dobbiamo mantenere alta l'attenzione e far sì che gli infortuni diminuiscano ulteriormente».


Il dottor Guido Laffi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica, ha presentato i dati relativi agli infortuni degli ultimi anni, sottolineando come stia continuando il trend positivo che ha portato nel 2008 a registrare 2.868 casi, con una diminuzione del 5,8% rispetto al 2007. Purtroppo però nel comparto edile gli infortuni sono aumentati del 3%. «Anche gli infortuni mortali sono sensibilmente diminuiti - ha precisato Laffi - e si è passati dai 23 casi del quinquennio 1985-1989 ai 9 casi negli ultimi cinque anni, ma ogni infortunio mortale rappresenta un evento ingiusto quindi occorre lavorare affinché non se ne verifichi nessuno. Il periodo di crisi che stiamo attraversando dovrebbe essere un'occasione per agire sulla formazione e migliorare il luogo di lavoro ed è pertanto necessaria la responsabilizzazione di tutti». Un punto su cui si è detto d'accordo anche Luca Landi della Cna di Imola, per il quale «le risorse spese nella formazione non sono un costo per l'azienda ma un investimento, anche se in questa fase è un messaggio difficile da fare passare, ma la sfida è proprio questa».


Guido Scarascia di Unindustria ha ribadito «la necessità della responsabilizzazione di tutti gli attori affinché il concetto di sicurezza sostanziale si traduca in pratica, anche attraverso una maggiore semplificazione delle procedure».


Le conclusioni sono state affidate a Franco Mingotti della Cgil, il quale ha sottolineato  come «il percorso iniziato due anni fa sembra ora essere arrivato ad un punto di svolta, un obiettivo perseguito dalle organizzazioni sindacali con costanza. L'auspicio è che si arrivi a breve a definire un modello operativo condiviso per incidere concretamente sul tema, così da poter parlare nella conferenza territoriale del prossimo anno di un progetto già avviato».

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