IMOLA - Cooperative sociali, alta adesione allo sciopero

IMOLA - Cooperative sociali, alta adesione allo sciopero

IMOLA - E' stata alta l'adesione dei lavoratori del cooperative sociali allo sciopero nazionale del 4 aprile indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da 27 mesi, dei duecentomila addetti ai servizi sociali, assistenziali e sanitari del welfare locale. A livello nazionale più dell'80% dei dipendenti di cooperative sociali ha scioperato, non mancando di farsi carico di garantire comunque i servizi essenziali all'utenza. Nel circondario imolese hanno chiuso tutte le strutture che potevano farlo, come i centri diurni e gli asili nido, mentre quelle che dovevano garantire i servizi assistenziali hanno lavorato a personale ridotto. Da Imola sono partite in pullman per Roma anche una decina di persone per prendere parte alla manifestazione nazionale, dove in 25 mila hanno protestato contro le associazioni delle cooperative che negano il diritto al rinnovo del contatto di lavoro, continuandosi ad opporre al superamento della precarietà dei rapporti di lavoro e al miglioramento delle condizioni salariali.


«Il successo dello sciopero - afferma Davide Baroncini della Funzione Pubblica Cgil di Imola - è indicativo della determinazione dei lavoratori del settore a ottenere il rinnovo del contratto. La cooperative dovranno tenerne conto e non potranno perseverare nel loro atteggiamento ipocrita di chiusura, rifiutandosi di riconoscere aumenti salariali che diano dignità ai lavoratori di questo settore».


Le organizzazioni sindacali hanno richiesto fin da subito pieno riconoscimento degli arretrati; incrementi salariali che garantiscano il recupero del potere di acquisto; un moderno sistema di inquadramento che valorizzi le professionalità esistenti. Le cooperative hanno respinto sia il riconoscimento degli arretrati, sia il sistema di inquadramento e hanno per di più avanzato l'inaccettabile proposta di spalmare nel quadriennio una cifra addirittura inferiore all'aumento richiesto. Una posizione di chiusura che ha indotto i sindacati a rompere le trattative e a proclamare lo sciopero nazionale.


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