Imola, il decreto Gelmini preoccupa anche gli agricoltori

Imola, il decreto Gelmini preoccupa anche gli agricoltori

IMOLA - "Anche il mondo agricolo si interroga sulle conseguenze che potrebbero verificarsi all'indomani dell'approvazione del decreto legge relativo alla scuola presentato dalla ministra della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini".

 

Questa la dichiarazione di Massimo Pirazzoli, presidente della Cia di Imola.

 

"L'istruzione - ha detto Pirazzoli - deve essere punto di attenzione comune a tutti e, nonostante solo apparentemente la questione non riguardi il mondo agricolo, ritengo di intervenire sulle possibili conseguenze che l'approvazione della riforma potrebbe portare. Leggendo i giornali e ascoltando trasmissioni televisive e radiofoniche, ho riscontrato una divaricazione tra le dichiarazioni della ministra e del presidente del Consiglio e quanto contenuto nel documento programmatico ministeriale".

 

"Quello che mi ha colpito - prosegue Pirazzoli - sono le scelte particolarmente pesanti contenute nel decreto che vanno a destrutturare l'ordinamento scolastico italiano partendo dalle considerazioni di tipo economico definite dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Non riesco a capire perché, a fronte di tutti i ragionamenti fatti a 360 gradi dalle forze politiche ed economiche di investire sul capitale intellettuale, la prima azione sia stata quella di "mettere in crisi" la scuola primaria. Sono momenti difficili ma tutti dobbiamo guardare al futuro".

 

"Mi sorprende - ha dichiarato il Presidente della Cia di Imola - anche la dichiarazione di Luca Cordero di Montezemolo che avanza un giudizio positivo sullo stesso decreto. Sono preoccupato, inoltre, dell'eventuale dismissione di plessi scolastici nelle zone rurali nonostante le rassicurazioni della regione. In conclusione, un problema di questa portata dovrebbe essere affrontato strutturalmente ma, l'impressione che si ha è che invece le forze di Governo vogliano attuare un vecchio detto della destra storica in uso ai tempi del Novecento: "Meno istruzione e più educazione".

 

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"Senza enfatizzare - conclude - vorrei che la forza di maggioranza si assumesse la responsabilità di un confronto parlamentare serio e reale."

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