Imola, presidio permanente contro la chiusura dello stabilimento Cnh-Fiat

Imola, presidio permanente contro la chiusura dello stabilimento Cnh-Fiat

Imola, presidio permanente contro la chiusura dello stabilimento Cnh-Fiat

Da domani iniziera' un presidio a oltranza dello stabilimento della Cnh di Imola. Lo si e' deciso al termine del sit-in spontaneo con cui oggi i lavoratori e i sindacati hanno voluto reagire all'annuncio della chiusura dello stabilimento entro due anni. Cgil-Cisl-Uil e Fim-Fiom-Uilm organizzeranno da domani alle 14, quando si terra' un'assemblea aperta a tutti i lavoratori nel piazzale antistante l'ingresso merci, "un presidio a oltranza dello stabilimento".

 

L'assemblea discutera' le iniziative da intraprendere "per scongiurare fino all'ultimo la chiusura della Cnh", spiega una nota della Cisl di Imola. Il presidio, invece, "durera' fino alla data del prossimo incontro", richiesto dai sindacati ai vertici aziendali, agli Enti Locali e al governo regionale per di valutare alternative alla chiusura.

 

"E' incredibile- dice Danilo Francesconi segretario della Cisl imolese- come a distanza di meno di una settimana, mentre Marchionne rassicurava il Governo sul fatto che non si sarebbe chiuso nessuno stabilimento in Italia, ieri ci sia stata comunicata la chiusura dello stabilimento Cnh". Francesconi promette le barricate: "E' chiaro che noi non accetteremo questa decisione, cosi' come abbiamo detto ieri al tavolo di Torino".

Ora si aspetta un segnale delle istituzioni locali (ieri c'e' stato quello del sindaco Daniele Manca) e della Regione "finora clamorosamente latitante", lamenta il segretario Cisl. "Siamo disponibili- conclude il sindacalista- a concertare con la Fiat anche un cambio di destinazione produttiva, ma non la chiusura".

 

"Non possiamo accettare che un gruppo che dichiara profitti per 49 milioni di euro nel primo trimestre dell'anno- commenta Marzia Montebugnoli segretario della Fim-Cisl di Imola- annunci dalla sera alla mattina la chiusura dello stabilimento imolese, considerato fino a pochi mesi fa quello dei record produttivi, tecnologici e di qualita' del prodotto, senza una motivazione plausibile".

 

La Fim non ha firmato gli ultimi due accordi di cassa integrazione perche' temeva "che il continuo posticipare della presentazione del piano industriale da parte dell'azienda fosse un segnale molto preoccupante, purtroppo abbiamo avuto ragione", conclude Montebugnoli in una nota.

 

 

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