IMOLA - Rosolia, incontro dell'Ausl sull'importanza della vaccinazione

IMOLA - Rosolia, incontro dell'Ausl sull'importanza della vaccinazione

IMOLA - Eliminazione entro il 2010 del morbillo e della rosolia congenita: è uno degli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa.

L’Italia ha aderito al progetto e dal 2004 è stato avviato dalle Regioni insieme al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità, un piano nazionale che prevede la vaccinazione su larga scala del maggior numero possibile di bambini e ragazzi (per il morbillo), oltre che delle donne in età fertile (per la rosolia).


La Regione Emilia Romagna, già molto attiva nell’offerta della vaccinazioni contro il morbillo e rosolia in età pediatrica, ha previsto da quest’anno una campagna di prevenzione contro la rosolia delle donne in età fertile mai vaccinate contro la rosolia, o che non possiedono un certificato di avvenuta vaccinazione, o in cui la ricerca delle IgG antirosolia (Rubeo-test) abbia fornito un risultato negativo (titolo anticorpale assente o a livelli non protettivi).


“Il virus della rosolia, - spiega Roberto Rangoni, responsabile Prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola - che normalmente provoca una malattia di nessuna gravità, può comportare gravi problemi al feto quando la malattia viene contratta durante la gravidanza. La vaccinazione delle donne suscettibili è in grado di prevenire questo rischio, raro, ma grave, e di eliminare una possibile preoccupazione alle future madri. In Emilia Romagna, e quindi anche nel nostro territorio, le elevate coperture vaccinali delle ragazze in età pre-pubere e, da diversi anni, di tutti i nuovi nati, maschi e femmine, ha comportato una drastica diminuzione dei casi incidenti di rosolia e la quasi scomparsa della sindrome da rosolia congenita”.


“Il Dipartimento di Sanità Pubblica – continua Rangoni - sta attualmente verificando per coorte d’età (maggiorenni in età fertile 18-45 anni) lo stato vaccinale di tutte le residenti con la spedizione di una lettera invito alle donne suscettibili per recarsi nei nostri ambulatori. La vaccinazione antirosolia verrà offerta gratuitamente. Agiremo poi in stretto contatto con i medici di medicina generale e con altri professionisti coinvolti (ad esempio i ginecologi pubblici e privati) che ci aiuteranno nella verifica dello stato delle pazienti, soprattutto se sono in età fertile. Particolare riguardo sarà rivolto a donne provenienti da Paesi nei quali la vaccinazione contro la rosolia non è introdotta di routine; in questi casi la vaccinazione viene offerta direttamente, senza screening preliminari”.

Il vaccino

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Il vaccino contro la rosolia è costituito dal virus della rosolia vivo, modificato in modo da divenire incapace di provocare la malattia, ma ugualmente in grado di stimolare la produzione di anticorpi contro l’infezione naturale. Il vaccino può essere disponibile come vaccino singolo o come vaccino associato in cui il virus attenuato della rosolia viene unito a quello del morbillo e parotite (MPR); il vaccino in questo caso conferirà una protezione anche per queste malattie, oppure servirà a rinforzare la protezione già presente nel caso le malattie siano già state contratte nel passato. Una sola dose di vaccino conferisce una protezione stimata intorno al 90 - 95% dei vaccinati. La vaccinazione anti-rosolia non viene somministrata a donne in gravidanza e una volta eseguita è necessario prendere tutte le precauzioni per evitare la gravidanza nel mese successivo alla vaccinazione. Il vaccino contro la rosolia, anche in forma associata, è ottimamente tollerato e solitamente non determina reazioni.

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