IMOLA - Salute, ''Processionaria'': possibile reazioni allergiche

IMOLA - Salute, ''Processionaria'': possibile reazioni allergiche

IMOLA - La Traumatocampa pytocampa, meglio conosciuta con il nome di “Processionaria” del pino, è un lepidottero defogliatore che attacca prevalentemente esemplari di pino, e più raramente, larici e cedri. Allo stadio adulto diventa una farfalla, ma da larva i suoi peli urticanti e le fibre che compongono i nidi possono creare problemi all’uomo: a seguito di contatto diretto o in conseguenza della dispersione nell’ambiente, si registrano infatti reazioni epidermiche e reazioni allergiche, soprattutto in soggetti particolarmente sensibili.


La dermatite è la forma più frequente di reazione. In questi casi è utile intervenire con un cubetto di ghiaccio, o con un antistaminico o con l’applicazione di creme a base di sostanze antistamniche e/o cortisoniche.


Proprio in questi giorni le larve mature abbandonano la pianta ospite e in fila indiana si dirigono in processione verso un luogo adatto in cui interrarsi. Questo fenomeno durerà ancora per alcune settimane e quindi è necessario che chi frequenta aree verdi controlli che siano libere dal fastidiosissimo insetto e, soprattutto, bisogna evitare di fermarsi nei pressi di piante sempreverdi che presentano sulla chioma i nidi della processionaria, una matassa di fili di colore bianco visibile ad occhio nudo.


In queste settimane l’Area di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola ha effettuato controlli su alcune aree verdi pubbliche, con particolare riguardo a quelle intorno alle scuole. Quando si rileva la presenza della Processionaria la zona viene recintata e interdetta. Nelle aree private è il proprietario che attua la verifica e se necessario, tramite ditte specializzate, opera la bonifica delle piante infestate (così come stabilito dal Servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna).

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La lotta alla processionaria è regolamentata dal D.M. 17 aprile 1998 e occorre intervenire in diversi momenti dell’anno: in pieno inverno, laddove tecnicamente possibile, tagliando e bruciando i nidi larvali, adottando cautela e adeguate misure protettive personali. Poiché il taglio non abbatte completamente l’infestazione, a fine estate, verso la metà di settembre, bisogna effettuare ripetuti trattamenti alla chioma degli alberi con preparati microbiologici. Mezzi complementari di contrasto sono costituiti, inoltre, dalle trappole a feromoni sessuali per la cattura dei maschi adulti. Si ribadisce che queste attività devono essere effettuate da personale competente e non ci si deve affidare al fai da te.

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