Imola: schedatura dei bimbi rom, odg del Partito Democratico

Imola: schedatura dei bimbi rom, odg del Partito Democratico

IMOLA - Il PD ha presentato ieri un Ordine del Giorno in Consiglio Provinciale, come lunedì nel Consiglio Comunale di Bologna, e in seguito altre realtà istituzionali, contro l'Ordinanza del Ministro Maroni volta a schedare con le impronte digitali i bambini di etnia rom.

 

L'OdG è il frutto di un'iniziativa politica promossa dalla Consulta Infanzia e Adolescenza Gianni Rodari di Bologna, che ha attivato una campagna di mobilitazione promuovendo anche un incontro con il Prefetto, il coinvolgimento di realtà associative locali nei confronti delle istituzioni, e realizzando un appello che vede anche le firme del Sindaco di Bologna Cofferati e della Presidente Draghetti.

 

La Consigliera Anna Pariani - coordinatrice regionale della Consulta - ha presentato l'OdG in Consiglio provinciale:

 

"Riteniamo che questo provvedimento del Ministro Maroni sia un atto lesivo dei diritti fondamentali dei bambini, e non intendiamo assolutamente passarlo sotto silenzio. Per l'ennesima volta questo centrodestra stabilisce che i bambini non hanno diritti, in spregio alla convenzione dell'O.N.U. dell'89, e stabilisce una schedatura sulla base dell'etnia, un atto puramente razzista, che addita all'opinione pubblica dei bambini come potenziali delinquenti. Noi siamo perché i problemi di ordine pubblico vengano risolti senza derive razziste. Tutti i bambini debbono avere l'opportunità di un'adeguata educazione, di poter scegliere per il proprio lavoro e di poter avere una vita dignitosa e una famiglia che li ami. Anche per questo pensiamo che i bambini debbano avere diritto ad un documento di identità, che permetta loro di essere identificati personalmente e non perché "figli di", visto che oggi solo il riconoscimento dei genitori definisce la loro identità. Dentro l'Europa di Schengen occorre darsi strumenti nuovi che garantiscano ai bambini il diritto alla circolazione libera, con strumenti di garanzia dei diritti e non azioni scriteriate e razziste come la schedatura proposta da Maroni".

 

"Con questo ordine del giorno - sottolinea la Consigliera Gigliola Poli, Presidente dell'ASP del Circondario imolese - vogliamo dire che qui c'è un territorio che fa delle buone politiche e che c'è la necessità di proseguire con risorse adeguate e servizi che mettano i bimbi nelle condizioni di esigere i propri diritti, prima di tutto il diritto alla cittadinanza, negato dalla legge Bossi-Fini. Gli sgomberi dei campi Rom abusivi sul lungo Reno a Bologna sono stati un atto dovuto per la sicurezza e la dignità delle persone, che ha permesso di eliminare gli ultimi campi abusivi in Provincia, come riconosciuto dalla stesso Prefetto. I Comuni in questi anni hanno fatto tanto per l'accoglienza dei minori, come i bambini ROM, per dare loro un'istruzione e un accompagnamento fino al diciottesimo anno d'età. Da noi non c'è bisogno di schedare nessuno per garantire ordine e sicurezza, perché sono i servizi sociali a seguire le famiglie ed i minori, anche tra i Rom".

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