Imola: schianto mortale al 'Enzo e Dino Ferrari', il pilota dritto alla variante

Imola: schianto mortale al 'Enzo e Dino Ferrari', il pilota dritto alla variante

La nuova variante bassa

IMOLA - Il pm Flavio Lazzarini ha acquisito i filmati del drammatico incidente all'autodromo "Enzo e Dino Ferrari" di Imola costato la vita al 35enne Alessandro Tasselli. La Procura di Bologna ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, un atto dovuto per procedere con gli accertamenti necessari a far chiarezza su eventuali responsabilità. Le immagini parlano chiaro: la vittima non è riuscita ad impostare la prima curva a sinistra della variante bassa.

 

La sua "Honda VTR 1000" ha tirato dritto, schiantandosi contro il muro di gomme posizionato come protezione secondo le richieste dalla Federazione motociclistica per l'omologazione dell'impianto alle due ruote lungo il tratto di pista utilizzato dalle auto. Forse accorgendosi dell'errore ha tentato una violenta frenata: lo testimoniano le tracce lasciate sull'asfalto. Nell'impatto il 35enne è rimasto schiacciato dal peso della moto contro l'asfalto. Il bolide su cui viaggiava Tasselli è stato sequestrato. Gli investigatori vogliono verificare l'integrità delle componenti meccaniche, focalizzandosi in particolar modo sull'impianto frenante.

 

Si vuole chiarire se la Honda di Tasselli fosse stata opportunamente modificata per l'utilizzo in pista. La magistratura vuole inoltre far luce sulle norme di controllo dell'autodromo per l'uso privato e sui requisiti necessari per girare lungo l'impianto del Santerno. Disposta anche l'autopsia sul corpo di Tasselli: l'esame, che servirà per chiarire se il centauro abbia accusato un improvviso malore e per escludere disfunzioni cardiache, sarà svolto giovedì mattina dal medico legale Matteo Tudini.

 

Insomma, le domande su cui Lazzarini cerca risposte sono tante: chi sono i piloti e gli appassionati che possono girare in pista? Puo' andarci chiunque? Sono necessari attestati o una qualche forma di curriculum? E il mezzo con cui vengono effettaute le 'prove private', deve essere sottoposto a un vaglio da parte della societa' che guida l'autodromo? Ci sono dei requisiti richiesti? Da chi vengono controllate le condizioni tecniche della moto?

 

 L'indagine servira' proprio a chiarire fino in fondo tutti questi interrogativi. Di certo in Procura, almeno in prima battuta, non fanno mistero del fatto che la possibilita' di girare liberamente su una pista da corsa appare un'attivita' molto pericolosa e piena di rischi, pensabile solo a fronte di una stretta sorveglianza e controllo.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -