Imola, sottoscrive fraudolentemente contratti telefonici: denunciato insieme a 8 fiancheggiatori

Imola, sottoscrive fraudolentemente contratti telefonici: denunciato insieme a 8 fiancheggiatori

Imola, sottoscrive fraudolentemente contratti telefonici: denunciato insieme a 8 fiancheggiatori

BOLOGNA - I Carabinieri di Bentivoglio hanno denunciato a piede libero nove persone con le accuse di concorso in tentativo di truffa, acquisto di cose di sospetta provenienza e favoreggiamento personale. L'inchiesta è partita nell'aprile del 2010, quando un imprenditore bolognese ha denunciato all'Arma un anomalo addebito sul conto corrente della sua azienda dei costi di attivazione e gestione di alcuni contratti telefonici, risultati fraudolentemente intestati a suo nome.

 

Dietro la truffa c'era un imolese di 28 anni, F.A., operante nel settore della telefonia, che, avvalendosi delle sue conoscenze tecniche ed avendo con se copie dei documenti dei suoi clienti acquisite nel corso della sua attività, ha fraudolentemente sottoscritto contratti intestandoli all'ignaro imprenditore ed acquistando ed attivando - a suo nome -  telefoni cellulari e sim card di un gestore telefonico.

 

Le perquisizioni effettuate e gli ulteriori riscontri investigativi hanno infatti consentito di acquisire prove sufficienti per denunciarlo in stato di libertà per truffa aggravata, sostituzione di persona e falsità in scrittura privata. Gli ulteriori sviluppi hanno permesso di rilevare, attraverso il monitoraggio del traffico telefonico dei telefoni e delle sim card sospette, il coinvolgimento di altre 9 persone (tutti giovani incensurati di Ravenna e Forlì).

 

Queste - a vario titolo ed in diverse circostanze - si erano rese responsabili di connesse attività illecite. In particolare cinque persone (G.M. 25enne disoccupato, V.A. 28enne operaio e O.D. 31enne impiegato, tutti di Castel Bolognese e B.F. 29enne operaio e Z.R. 40enne rappresentante, entrambi di Faenza), tra il dicembre 2009 ed il maggio 2010, hanno acquistato telefoni cellulari dall'imolese senza farsi particolari scrupoli in merito la provenienza degli apparecchi, rendendosi perciò responsabili del reato di acquisto di cose di sospetta provenienza.

 

Due di loro (O.D. e B.F.) hanno inoltre tentato, in concorso tra loro, di rivendere i telefoni dichiarando di averli regolarmente acquistati presso un rivenditore autorizzato, completando la condotta tipica della truffa, seppur tentata, poichè l'acquirente non ha accettato l'offerta restituendo il cellulare dopo circa due mesi di utilizzo. Gli investigatori hanno peraltro accertato che i soggetti hanno utilizzato per cinque mesi telefoni cellulari provento di attività illecita e ricevuto telefonate da sim card di analoga dubbia provenienza.

 

Per altre 4 persone (B.F. 39enne barista di Forlì, B.M. 38enne impiegata polacca residente a Imola, C.D. 41enne casalinga romena residente a Massa Lombarda e R.G. 37enne impiegato di Faenza) che, pur ricevendo nello stesso arco di tempo numerose telefonate dagli utilizzatori delle predette sim card, hanno deliberatamente omesso di fornire ai Carabinieri informazioni utili sull'identità degli  interlocutori, è scattata la denuncia in stato di libertà per favoreggiamento personale.

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