Imola, torna in libertà il primario accusato di aver aiutato il boss

Imola, torna in libertà il primario accusato di aver aiutato il boss

Imola, torna in libertà il primario accusato di aver aiutato il boss

IMOLA - Non e' piu' agli arresti domiciliari il primario di Montecatone, nell'imolese, Mauro Menarini, arrestato il 6 dicembre con l'accusa di aver fornito un falso certificato di invalidita' al mafioso Silvio Balsamo, che alla fine del 2000 usci' dal carcere di Catania per venirsi a curare nella struttura riabilitativa di Montecatone. Il gip Mirko Margiocco, che aveva firmato per Menarini un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari ha deciso di accettare l'istanza presentata dalla difesa.

 

E' stata così sostituita la misura dei domiciliari con quella, piu' leggera, dell'obbligo di dimora nel Comune di Imola. Dopo neanche 10 giorni di arresti domiciliari Menarini torna dunque libero, con il solo vincolo di non potersi allontanare da Imola. Di fronte alla decisione del giudice, la Procura di Bologna sta valutando di presentare appello. L'inchiesta, condotta dal pm Lorenzo Gestri e dal procuratore aggiunto Valter Giovannini, ipotizza i reati di false attestazioni in certificati medici e truffa aggravata ai danni dello Stato.

 

Menarini, secondo l'accusa, certifico' che Balsamo (da lui amichevolmente chiamato "Silviuccio") era affetto da una gravissima paraplegia irreversibile, garantendogli in questo modo la possibilita' di

scontare la pena agli arresti domiciliari ma anche per intascarsi una pensione Inps di invalidita' (al 100%) per circa 1.000 euro al mese. Nell'interrogatorio di garanzia di venerdi' Menarini ha negato le accuse, rivendicando la propria buona fede e dicendo di non aver favorito nessuno. Quanto alla diagnosi rivelatasi clamorosamente errata (Balsamo e' stato ripreso addirittura mentre balla la macarena in casa), il primario ha detto che evidentemente si e' sbagliato ma non e' stato il solo. (Dire)

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