Imola, tutto esaurito per gli Iron Maiden al Sonisphere Festival

Imola, tutto esaurito per gli Iron Maiden al Sonisphere Festival

Imola, tutto esaurito per gli Iron Maiden al Sonisphere Festival

IMOLA - Un sabato a tutto heavy metal per la prima giornata del Sonisphere Festival all'autodromo di Imola, iniziato alle 10 con i Rise to Remain e conclusosi a notte inoltrata con gli Iron Maiden. Tra gli artisti più interessanti della mattinata, sono da segnalare sicuramente gli Apocalyptica, band finlandese composta da tre violoncellisti impegnati in un repertorio metal innovativo.

 

Nel pomeriggio la folla ha iniziato a riempire l'area paddock del circuito e alla fine si contavano più di 35.000 persone che hanno assistito alla sorprendente performance dei Motorhead, band storica della new wave of heavy metal British movement. Per 50 minuti i Motorhead hanno ipnotizzato la folla con il loro heavy metal classico e potente. Dalle canzoni dell'ultimo album "The world is yours", fino alla celeberrima Ace of spades, i Motorhead hanno offerto una brillante prestazione e una lezione alle band emergenti di come si deve suonare dal vivo.

 

Deludente la prestazione degli Slipknot, band americana formatasi nel 1995 e di supporto agli headliner Iron Maiden. Una prestazione opaca per una band che sembra già aver detto tutto quel (poco) che poteva dire. Otto membri mascherati, vestiti con tute da carcerato che come scenografia utilizzano 6 lanciafiamme, sotto il profilo dell'immagine sono una brutta copia di un'altra band americana, i Kiss, che già 35 anni fa si mascherava la faccia con il trucco e utilizzava lanciafiamme, fuochi d'artificio e quant'altro.

 

Gli Slipknot non offrono nulla neanche sotto il profilo del virtuosismo tecnico, ma bisogna rendere atto che il loro alternative metal riscuote un certo successo tra i più giovani, complici anche testi nichilistici e la velocità e potenza dei loro brani. Ma qui gli Slipknot finiscono.Di diversa caratura la performance degli Iron Maiden che dimostrano come dopo 30 anni si possa ancora cavalcare le scene con successo e come ci si possa godere una vecchiaia dorata viaggiando per il mondo.

 

Nonostante il cambio di stile iniziato con l'album X Factor, e continuato con il rientro della band di Bruce Dickinson e Adrian Smith nel 2000, i loro album continuano a vendere e continuano a riempire le arene di tutto il mondo. Certo il confronto tra i nuovi brani e quelli più vecchi (pochi in scaletta a dire la verità), è impietoso. Dove una volta galoppavano, ora i pezzi marciano, ma nonostante tutto, la band dal vivo continua a picchiare duro anche per non alienarsi le simpatie dei fan della prima ora.

 

Il concerto si è snodato lungo binari ben definiti, dall'iniziale The final frontier dall'ultimo album, fino all'omonima Iron Maiden dove ha fatto capolino la mastodontica figura di Eddy dietro la batteria. Il concerto si è poi concluso con tre bis tra cui Runnin' Free che ha chiuso il concerto e una giornata memorabile per chi vi ha partecipato.

 

Mauro Manaresi

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di elpee
    elpee

    Egregio signor Manaresi, mi sento di contraddire l'affermazione in cui lei sostiene che gli Slipknot siano una brutta copia dei Kiss. Mi sembra un commento, come dire, un po' superficiale, considerando che il suo articolo ha un taglio prettamente musicale. Mi chiedo inoltre se si fosse momentaneamente allontanato dal palco quando il batterista Joey Jordison esibiva le sue assai rinomate doti di virtuosismo. L'esibizione, chiaramente, può esserle piaciuta o meno (mi sembra di capire dalla sua recensione che è amante dell'heavy metal di vecchio stampo rispetto a quello contemporaneo), ma le critiche che lei ha sollevato, a mio modestissimo parere, sembrano un po' prive di fondamenta. Saluti, Laura

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