Imola, 'ragnatele' di società per evadere il fisco: 15 indagati

Imola, 'ragnatele' di società per evadere il fisco: 15 indagati

Imola, 'ragnatele' di società per evadere il fisco: 15 indagati

IMOLA - Avevano creato una rete di società usando anche dei prestanome, italiani nullatenenti ai quali in cambio di compensi in denaro veniva attribuita la carica di amministratore e che firmavano documenti in bianco (lettere, assegni, carta intestata), frodando il fisco con l'utilizzo di fatture false per abbattere i ricavi e ricorrendo indebitamente a sgravi contributivi grazie alla simulazione del licenziamento dei lavoratori. Nei guai sono finite quindici persone.

 

A vario titolo sono accusate di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta e reati tributari vari. A scoprire la ragnatela di società operanti nel settore dei trasporti che non hanno mai versato le imposte e che in alcuni casi sono risultate totalmente sconosciute al Fisco sono stati i militari della Guardia di Finanza di Bologna, coordinati dal pm felsineo, Manuela Cavallaro.

 

Dalle indagini è emerso che a creare la rete di società erano stati un ragioniere di 68 anni originario del pesarese e la moglie, ed una napoletana di 52 anni, entrambi residenti a Bologna Le Fiamme Gialle hanno appurato che i proventi degli illeciti venivano in parte reimpiegati nell'attività illecita ed in parte utilizzati per l'acquisto di immobili.

 

I militari hanno proceduto così al sequestro di beni e conti correnti per un totale di 3 milioni. Nove le società coinvolte, che hanno evaso imponibili per oltre 15 milioni ed un'lva di oltre 3 milioni, oltre a rendersi responsabili della sottrazione di contributi per circa 370mila  euro e del mancato versamento all'lnps di somme per circa 1 milione.

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