Impresa sociale, c'è la guida per iscriversi all'apposita sezione in Camera di Commercio

Impresa sociale, c'è la guida per iscriversi all'apposita sezione in Camera di Commercio

BOLOGNA - Unioncamere Emilia-Romagna ha predisposto una sintetica guida per promuovere l'applicazione della normativa sull'impresa sociale (L. 118/2005) e in particolare l'iscrizione delle organizzazioni che ne possiedono i requisiti all'apposita sezione del Registro Imprese. La pubblicazione della guida, contenente le disposizioni operative per l'iscrizione (definizione e requisiti dell'impresa sociale e adempimenti), rientra nel percorso che Unioncamere ha intrapreso per favorire i processi di imprenditorialità sociale in Emilia-Romagna.

 

Un impegno che nel 2009 ha portato alla firma di un Protocollo di collaborazione con il Forum regionale del Terzo Settore che ha rappresentato la prima proiezione a livello territoriale dell'Accordo nazionale sottoscritto a fine 2007. Inoltre, è stato inserito nel Rapporto annuale sull'Economia Regionale (frutto della collaborazione Unioncamere - Regione Emilia-Romagna), uno specifico capitalo con i dati sul Terzo Settore. Tra le iniziative su cui si sta lavorando, vi è la costituzione di un Osservatorio Regionale sull'Economia Sociale, che avrà il compito di raccogliere dati e monitorare lo sviluppo del Terzo Settore in Emilia-Romagna, non solo in termini economici, ma anche attraverso la valorizzazione e la misurazione delle relazioni prodotte e del capitale umano. A tal fine si tenterà di creare degli indicatori alternativi rispetto a quelli classici dell'economia, in grado di misurare anche l'impatto sociale delle attività del Terzo Settore.

 

La presenza del Terzo settore in Emilia-Romagna è sempre più radicata. Gli ultimi dati registrati, infatti, che risalgono al dicembre 2009, contano in regione più di 2900 associazioni di volontariato iscritte ai registri e 3200 organizzazioni di promozione sociale, e oltre 15 mila tra libere associazioni e gruppi informali non iscritti. Le cooperative sociali, nonostante la crisi occupazionale, sono passate dalle 630 del 2005 alle 800 del 2009, articolate su quasi 1900 unità locali e con più di 36 mila addetti, di cui oltre il 70% è costituito da donne.

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