IMPRESE - Accordo tra Regione e parti sociali per favorire la formazione continua

IMPRESE - Accordo tra Regione e parti sociali per favorire la formazione continua

BOLOGNA - La Regione Emilia-Romagna e le Parti Sociali hanno sottoscritto nei giorni scorsi un accordo nel quale si impegnano al miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta di formazione per l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese che viene programmata e realizzata nel territorio regionale, attraverso i fondi comunitari, nazionali, regionali e interprofessionali.


L’avvio operativo dei Fondi Paritetici Interprofessionali ha reso necessario un ridisegno complessivo del sistema nazionale della formazione continua capace di raccogliere e coordinare strategicamente soggetti, compiti e azioni. La necessità di promuovere, a tutti i livelli, il raccordo e la programmazione unitaria di un’offerta di formazione a cui partecipino tutti i soggetti interessati è il presupposto dell’Accordo tra Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Regioni, Province Autonome e Parti Sociali siglato lo scorso 17 aprile.


In piena coerenza con il quadro nazionale, la Regione e le Parti Sociali hanno condiviso l’obiettivo di strutturare un’offerta formativa che concorra al raggiungimento degli obiettivi europei delineati dalla Strategia di Lisbona, contestualizzati alle specificità di una regione che ha individuato nell’investimento sulle risorse umane la leva strategica per sostenere lo sviluppo coeso del sistema socio-economico.


“Un sistema integrato – ha detto l’assessore regionale alla Formazione, Paola Manzini - che dovrà delineare indirizzi operativi e percorsi per garantire un’offerta formativa che sappia stimolare, cogliere e rispondere alle differenti esigenze di qualificazione delle imprese e di tutti i lavoratori della nostra Regione. Abbiamo condiviso con le Parti sociali l’obiettivo di qualificare il sistema della formazione continua, in raccordo con le indicazioni nazionali in materia e in un’ottica di complementarietà tra soggetti e risorse. Puntare all’innalzamento delle competenze di tutti – ha concluso Manzini - significa promuovere l’innovazione e valorizzare le eccellenze sostenendo, al contempo, l’adattabilità e la permanenza nel mercato dei lavoratori a rischio di esclusione”.

“Abbiamo seguito con grande attenzione e impegno la discussione che ha portato a questo accordo ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria Emilia-Romagna Alberto Lunardini – in quanto riteniamo di fondamentale importanza che vi sia un coordinamento degli interventi di formazione continua, sia per quelli sostenuti dai Fondi Interprofessionali sia per quelli finanziati dalla Regione, dal Ministero del Lavoro e dall'Unione Europea. Ci pare che l'intesa sottoscritta sia un segnale positivo in questa direzione, in grado di dare valore aggiunto alla realizzazione di sempre più efficaci e diffuse azioni di formazione per i lavoratori, sulla base delle reali esigenze espresse dalle imprese”.


Positivo il giudizio di CGIL CISL e UIL dell’Emilia-Romagna. "Riteniamo che siano stati valorizzati sia il governo e la qualità del sistema formativo che le relazioni tra le parti sociali che caratterizzano l’Emilia Romagna – hanno spiegato i sindacati - L’accordo siglato rappresenta, anche sul piano nazionale, una importante tappa verso la costruzione di un sistema integrato della formazione continua che garantisca una risposta vera ai bisogni formativi dei lavoratori. Riteniamo di grande importanza che nell’accordo vengano valorizzate le relazioni sindacali e la pratica della contrattazione che trova nella condivisione dei piani formativi la sua concretezza”.
“Un accordo fondamentale per le piccole e medie imprese – ha dichiarato Unionapi - che dimostra come la concertazione nella nostra Regione sia determinante per il raggiungimento di buoni risultati”.


Soddisfazione è stata dimostrata anche da Cna e Confartigianato: “Oggi si apre un capitolo nuovo nelle relazioni fra le parti sociali dell’Emilia Romagna, superando particolarismi e conflittualità del passato: condividere l’obiettivo di Lisbona sul tasso di partecipazione alla formazione continua vuol dire investire su collaborative e proficue relazioni bilaterali e fra parti sociali differenti ed istituzioni del territorio. Solo l’impegno unitario può consentire di utilizzare al meglio le risorse in favore dei lavoratori, per accrescere le competenze, diffondere nuove conoscenze tecniche e tecnologiche e consentire al sistema delle imprese di elevare la propria competitività”.

Con l’accordo le parti si sono inoltre impegnate a costituire un “Tavolo Regionale per la Formazione Continua”, a cui prenderanno parte anche le Amministrazioni provinciali. Il Tavolo svolgerà la propria azione mantenendo il necessario raccordo con l’Osservatorio della Formazione Continua e il relativo Tavolo Tecnico di Coordinamento, che attiverà procedure e strumenti per la raccolta e condivisione delle informazioni relative alla programmazione delle diverse risorse da parte dei differenti soggetti e alla realizzazione delle azioni. La condivisione di un quadro conoscitivo complessivo di tutta l’offerta regionale di formazione consentirà l’individuazione delle priorità su cui far convergere le differenti programmazioni, nel rispetto delle autonomie e delle competenze di ciascuno e tenuto conto del sistema di regole, delle procedure e delle prassi organizzative e gestionali.

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Il Tavolo, inoltre, dovrà promuovere la qualificazione dell’offerta formativa sostenendo e qualificando la prassi dei piani formativi e promuovendo il miglioramento, la condivisione e la reciproca messa a disposizione dei sistemi di accreditamento degli organismi di formazione, del sistema delle qualifiche nonché di modelli operativi, quali i cataloghi, che rappresentano uno strumento di promozione dell’accesso individuale alla formazione.



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