In diecimila per l'ultimo saluto di Sarah Scazzi

In diecimila per l'ultimo saluto di Sarah Scazzi

In diecimila per l'ultimo saluto di Sarah Scazzi

AVETRANA (Taranto) - Tutta Avetrana, oltre a migliaia di persone giunte dai comuni limitrofi, hanno voluto dare l'ultimo saluto a Sarah Scazzi, la quindicenne brutalmente assassinata dallo zio materno Michele Misseri il 26 agosto scorso. La messa, celebrata da don Dario De Stefano nel campo sportivo di Avetrana, non ha seguito il rito ordinario ma solo la liturgia della parola e la benedizione funebre in quanto la vittima non era battezzata. La madre è testimone di Geova.

 

La bara, portata a spalla dagli uomini della Protezione civile e coperta da mazzi di fiori bianchi, è arrivata dopo un lungo mesto corteo a piedi per circa un chilometro, dalla camera ardente allestita nell'auditorium intitolato ai caduti di Nassirya. L'ingresso del feretro nello stadio è stato accompagnato da forti applausi. "Sarah era una ragazza solare, allegra con tanta voglia di fare", ha detto Claudio Scazzi, fratello della vittima, nel corso della celebrazione religiosa.

 

"È un giorno triste che chiude un tempo di attese, sofferenze, speranze e delusioni - ha affermato don De Stefano -. Sarah è e resterà nel cuore di tutti noi e credo di tutti gli italiani". Il sacerdote ha rivolto un appello ai giovani: "Non abbiate paura di raccontare i vostri dubbi, i vostri desideri a chi vi ama veramente e può donarvi un giusto consiglio. Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare oscurità e angoscia".

 

Intanto le indagini continuano. All'indomani della convalida del fermo di Misseri, ci sarebbero ancora alcuni punti da chiarire nella ricostruzione dei fatti da lui fornita agli inquirenti, che non escludono ulteriori sviluppi nell'inchiesta. Al vaglio ci sono le versioni fornite dall'uomo, che avrebbe anche ammesso di aver molestato la povera Sarah anche pochi giorni prima dell'omicidio.

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