In regione 66 immobili sequestrati. Lucarelli: "La mafia è anche qui"

In regione 66 immobili sequestrati. Lucarelli: "La mafia è anche qui"

Carlo Lucarelli

BOLOGNA - La mafia esiste anche al Nord Italia e in Emilia-Romagna, dove la sua presenza "e' sottovalutata". Lo dice lo scrittore noir Carlo Lucarelli, a Bologna, alla presentazione di una rassegna culturale, quest'anno incentrata proprio sulla lotta alle mafie. In Emilia-Romagna, stando ai dati dell'agenzia del Demanio, ci sono 22 aziende e 66 beni immobili che sono stati confiscati alla criminalita' organizzata. In testa c'è la provincia di Forlì-Cesena.

 

Dei beni immobili del Demanio, 31 sono in gestione al Demanio e 35 destinati a nuovo uso e gia' consegnati. Il maggior numero e' a Forli'-Cesena, dove ce ne sono  25. A seguire, 16 sono a Bologna, otto a Ferrara, sette a Ravenna, cinque a Piacenza, tre a Parma e due a Rimini. SecondoLucarelli si tratta di "numeri significativi", che bisogna guardare attentamente e non sottovalutare. Anche perche', lancia l'allarme Lucarelli, "al Nord Italia ci sono i mafiosi piu' pericolosi, quelli che fanno affari. Infatti quelli che hanno contatti con l'alta finanza li hanno arrestati a Milano".

 

   Di fronte ai dati dell'Emilia-Romagna (che tra le regioni del Nord e' al quarto posto, dopo la Lombardia con 655 beni confiscati, il Piemonte con 121 e il Veneto con 78), secondo lo scrittore bisogna fare "attenzione". L'Emilia-Romagna, dice infatti, "normalmente non la associ alla mafia, sbagliando perche' molte cose passano di qui, poi invece vai a vedere i numeri e pensi 'Se qui erano cosi' tante le cose in mano alla mafia, allora la mafia c'e''.

 

La presenza della mafia in regione, avverte Lucarelli, "e' un aspetto sottovalutato". Lo dice, precisa, "senza fare allarmismi e senza pensare che adesso la mafia gestisca l'Emilia-Romagna, non e' cosi', e' chiaro. Oltre che sottovalutato, dice Lucarelli, il dato di presenza della criminalita' organizzata in Emilia-Romagna "e' preso con fastidio, l'ho visto personalmente (per 'Blunotte' ha realizzato una puntata sulla mafia al Nord, ndr). Tutte le volte che ti metti a parlare di un posto del Nord e parli di mafia- spiega lo scrittore- c'e' sempre qualche sindaco che ti chiede 'perche'' e ti dice 'stai offendendo l'immagine del posto'".

 

Lucarelli ricorda ad esempio quello che e' successo a Parma, la sua citta' natale, dove "un po' di gente compreso il Prefetto hanno detto 'guarda un po' questi scrittori rinnegati che stanno parlando male della loro citta''". E' un atteggiamento, dice Lucarelli, che "al Sud non c'e' piu', nessuno si permette piu' di dire 'la mafia non esiste'" e che invece lui ha toccato con mano al Nord.

 

   Eppure, di indicatori per pensare che la criminialita' organizzata al Nord del paese sia presente ce ne sono, spiega. E fa qualche esempio. "La realta' di Parma di adesso non la conosco, ma due o tre esiti giudiziari per imprenditori, anche molto noti, che sono finiti in galera per aver fatto affari con i Casalesi ci sono state. Quindi attenzione, e' quello che vorrei dire ai miei fratelli parmigiani, 'sveglia'".

 

Poi Lucarelli ricorda la vicenda di Modena, dove lo scenario di una recente inchiesta, dice, rispecchia "uno schema tipico di Corleone e invece siamo a Modena", dove una recente inchiesta contro i Casalesi porto' a scoprire di "persone che se ne stanno in galera condannati per mafia, danno ordini alla cosca che sta fuori, gestiscono due locali pubblici gestiscono gli appalti e, quando c'e' un imprenditore che non ci sta, lo fanno gambizzare. Tutto questo dove avviene? A Locri? No, a Modena".

 

Secondo Lucarelli e' sbagliato pensare che siano "casi isolatissimi, non e' cosi'". Lo scrittore, gia' cittadino onoraria di Corleone, ha ricevuto lo stesso titolo da quello di Casalecchio di Reno proprio per il contributo avuto nell'organizzazione della rassegna "Politicamente scorretto" fin dalla prima edizione. E, all'assessore alla Cultura di Casalecchio, Paola Parenti, che auspica che lo scrittore incarni "un ponte, non solo ideale, tra un Sud in prima linea contro la mafia e un Nord sempre piu' infiltrato dalla criminalita' organizzata", Lucarelli risponde dicendosi onorato e ricorda che "quel ponte la mafia l'ha gia' fatto, perche' al Nord Italia ci sono i mafiosi piu' pericolosi, quelli che hanno contatti con la Finanza li hanno arrestati a Milano".

 

   Se i beni confiscati alla mafia saranno il tema cardine di "Politicamente corretto", la rassegna e' anche l'occasione per presentare l'appello "Nei forzieri della mafia un tesoro per lacultura", ideato da Lucarelli con l'obiettivo di destinare questi beni a finanziare (e salvare) la cultura. "La mafia negli anni ci ha rubato tante cose, pezzi di territorio, beni, ricchezze. Ha accumulato quello che io chiamo il grande forziere dei pirati- spiega Lucarelli- se e' naturale pensare di utilizzarlo per attivita' sociali, ci piacerebbe che quei beni venissero percepiti come qualcosa di organico con cui realizzare un piano per finanziare la cultura".

 

Lo scrittore, citando Leonardo Sciascia e il suo "esercito di maestri" da mandare in Sicilia, sottolinea che "la cultura e' una cosa importante per combattere la mafia". Anche perche', conclude, "ci vuole cautela per utilizzare i beni confiscati, non basta metterli in vendita, perche' la mafia ci mette niente a ricomprarli ricorrendo a prestanome e scatole cinesi. Sarebbe una doppia sconfitta per lo Stato, anche economica dopo che militare".

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    stupirsi della presenza mafiosa in romagna è come stupirsi della nebbia.Con la pseudo lotta che si fa alla mafia ci sarebbe da stupirsi del contrario.Con un parlamento dove gli onesti o meglio quelli con la fedina pulita sono rari la presenza della mafia mi sembra un fenomeno normale.Pensate al numero di avvocati -solo il nome evoca corruzzione-ci sono in parlamento.Per non andare in galera si preferisce farsi eleggere in parlamento e tanto per stare comodi ci si porta pure l'avvocato.La fiducia nella democrazia è ai minimi termini e il pensiero di un ribaltone poco democratico affascina.

  • Avatar anonimo di Luigi Filippo
    Luigi Filippo

    Avete scudato i vostri milioni di euro ? ora potete investire qualcosina pure a Forlì....tranquilli non vi segnala nessuno, garantisce il nano e trecconti...

  • Avatar anonimo di annibale
    annibale

    @-dalgisa d.r. Il capo e' il primo che ha il dovere di essere sveglio, capisco che proviene da un ambito lavorativo che ha tempi di reazione degni di un bradipo, ma deve cambiare mentalita'. Amministrare una citta' comporta decisione, velocita', non farsi influenzare....né più né meno che amministrare una grande impresa.

  • Avatar anonimo di dalgisa d.r.
    dalgisa d.r.

    ...sveglia a tutti i forlivesi, perchè solo a Balzani?!

  • Avatar anonimo di Sandokan!!!
    Sandokan!!!

    Ricordo che nel 2008,la Lista Viviforli che allora era presente in cosiglio comunale,aveva portato questa tematica sulla presenza della mafia a Forlì,e allora il sindaco Nadia Masini si era icavolata moltissimo. Oggi vediamo che quello che diceva la Lista Civica era vero. ((((LA MAFIA E' ANCHE A FORLI'!!!)))) Balzani...Svegliaaaa

  • Avatar anonimo di carloG
    carloG

    io non vedo, io non sento, io non parlo...

  • Avatar anonimo di franco9
    franco9

    ..ma se non ricordo male anche un ex-assessore del comune di forlì ,che fu prosciolto per una indagine effettuata sulla sua testa,relativa ad appalti, dichiarò inascoltato che tutta la questione era legata ad infiltrazioni mafiose che tentavano di destabilizzare il quadro tecnico-politico dell'amministrazione comunale di forlì. Lo stesso cons. reg. Nervegna ha sollevato recentemente con una interrogazione la questione.. Balzani ,nostro sindaco letterato, .. evidentemente non se ne preoccupa, a discapito del rilancio della nostra città e soprattutto non stà ponendo l'attenzione su questa preoccupantissimo problema, delle infiltrazioni mafiose anche a forlì. Vada a vedere i cantieri, le ditte che operano, le attività del settore immobiliare,le nuove aperture di certi negozi o pubblici esercizi, la storia di alcuni fallimenti.. forse capirà.Speriamo.. Non è mai troppo tardi ????

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