In Regione il Pdl propone di diminuire gli assessori

In Regione il Pdl propone di diminuire gli assessori

Dopo una partecipata discussione, è stato licenziato dalla Commissione Statuto e regolamento il progetto di legge dell'Emilia-Romagna, presentato da un consigliere del pdl, per ridurre il numero massimo degli assessori dai 12 attualmente previsti a 10. Sono quindi stati votati i due articoli che compongono il progetto: voto contrario dal pd, favorevole da pdl e mov 5 stelle, astensione di lega nord e idv.

 

"La proposta di legge - ha sottolineato il consigliere, che è anche relatore del provvedimento - ha obiettivi chiari e semplici e procede nell'ottica della riduzione dei costi della politica. Dal 2015, anno in cui il progetto di legge diventerebbe operativo se fosse approvato, si determinerebbe per le casse regionali un risparmio di 288.643,20 euro annui. Vi sono deleghe assessorili, ha spiegato il consigliere, che potrebbero facilmente essere accorpate senza ridurre l'efficienza della macchina regionale. D'altra parte, - ha aggiunto - la logica che ha condotto, oltre ad altri risparmi, a decurtare gli emolumenti dei consiglieri e a non aumentare il loro numero, come sarebbe stato legittimo considerando il numero degli abitanti dell'Emilia-Romagna, dovrebbe indurci ad operare, conseguentemente, anche questa scelta".

 

Di parere contrario, il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, che, invitato appositamente alla seduta per esprimere il parere dell'esecutivo, ha evidenziato come il numero dei componenti della Giunta regionale debba essere valutato solo sul piano dell'efficacia e dell'efficienza dell'attività di governo regionale e in modo strettamente funzionale alle deleghe che l'attuale normativa affida all'assetto istituzionale regionale. "Tra l'altro - ha aggiunto - se si ritenesse effettivamente necessario diminuire il numero degli assessori non servirebbe una modifica dello Statuto che già prevede la possibilità di nominarne da un minimo di 8 ad un massimo di 12".

 

"La scelta di prevederne 12 è stata calcolata in rapporto ai compiti attribuiti ai componenti della Giunta, che non sono solo quelli immediatamente visibili all'Assemblea, ma riguardano anche il lavoro di raccordo, che essi svolgono, tra l'attività di governo regionale con il livello nazionale e con quello europeo. C'è infatti un'attività "molto impegnativa" nelle commissioni nazionali della Conferenza delle Regioni, dove settimanalmente sono discusse le varie materie per trovare posizioni comuni, a cui si assomma il lavoro di raccordo diretto con la Comunità europea, un impegno su cui - ha detto - non si può derogare. Il sottosegretario, puntualizzando che il numero degli assessori emiliano-romagnoli è nella media delle altre Regioni con gli stessi abitanti dell'Emilia-Romagna, non ha escluso che le cose possano cambiare se, in futuro, muterà la situazione normativa per quanto riguarda le competenze regionali".

 

Sono poi intervenuti quattro consiglieri del pd, che, in modo articolato, hanno spiegato le ragioni del voto contrario. Le motivazioni del risparmio non convincono, visto che si tratterebbe di "una percentuale da prefisso telefonico", e non sappiamo se, rispetto al taglio di due assessori, sarebbero mantenute la stessa efficacia e la stessa efficienza della macchina regionale. Bisogna quindi intavolare una discussione "seria", evitando di "semplificare, sintetizzare e ridurre" tutta la questione ad un confronto su chi arriva primo nella corsa alla "demagogia populista" che non porta a nessun avanzamento nel confronto, ma produce arretramento. Il vero nodo è infatti il completamento della riforma del Titolo V della Costituzione e la riforma federale dello Stato: è allora su quel piano che bisogna intavolare un'approfondita discussione su quali saranno i nuovi assetti e le nuove funzioni. Qui, in realtà, non stiamo parlando di risparmi, ma di una fase di ulteriore arretramento della politica dalle proprie responsabilità, oltre ad un arretramento dell'efficienza, che certo non si risolverebbe in un buon servizio a noi stessi, né ai cittadini dell'Emilia-Romagna. Per quanto riguarda il numero dei consiglieri regionali, è stato detto da un esponente del pd che il numero di 50 è "adeguato" non tanto sul piano di una scelta legata alla logica dei risparmi e del costo della politica, ma sul piano della rappresentanza e dell'attività che svolgono. Per cui anche il numero degli assessori deve essere visto nella medesima logica: il discorso deve quindi entrare maggiormente nel merito della questione e non fermarsi solo alla logica dei numeri.

 

Il progetto di legge è stato invece difeso dal pdl: i ragionamenti che riguardano oggi la Giunta, sono gli stessi che abbiamo già fatto per i consiglieri regionali. Le altre Regioni, pur avendo meno abitanti, hanno un numero più elevato di eletti: dunque la logica vorrebbe che se l'Emilia-Romagna si è data un limite percentualmente inferiore di consiglieri rispetto agli abitanti, dovrebbe compiere lo stesso percorso sul numero degli assessori, mostrando un "atteggiamento consapevole e serio".

 

A questo proposito è intervenuto anche l'esponente del mov 5 stelle, ribadendo che la Toscana ha un numero di abitanti di poco inferiore all'Emilia-Romagna ma ha previsto solo 10 assessori regionali, "non c'è quindi un vero ostacolo all'approvazione del progetto di legge".

 

Un'astensione "propositiva" è stata espressa dall'idv, che ha auspicato che il provvedimento venga posto in un "contesto più ampio", anche se il consigliere ha convenuto sul fatto che il contenimento dei costi ("un'idea giusta a prescindere") non debba andare a discapito dell'efficienza dell'esecutivo.

 

Dalla lega nord è arrivato il monito ad ascoltare i cittadini: quello che ci chiedono - ha detto il consigliere - è di accorciare i tempi della burocrazia e di dare risposte veloci alle loro esigenze. Ciò che conta, quindi, è il risultato finale: il punto nodale non sono i risparmi o i costi della politica, che non ci devono provocare il "panico", ma l'efficienza della macchina regionale e la sua preparazione ad accogliere un cambiamento radicale come quello del federalismo.

 

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"Non avevo alcun dubbio che la maggioranza avrebbe dato responso negativo al progetto di legge" - ha chiosato, infine, il proponente - né l'ho presentato per gareggiare sul piano della demagogia. Credo, al contrario, che la Giunta regionale potrebbe lavorare con efficienza anche con meno assessori. (AC)

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