In regione persi 25mila posti di lavoro, altri 40mila salvati dalla contrattazione

In regione persi 25mila posti di lavoro, altri 40mila salvati dalla contrattazione

In regione persi 25mila posti di lavoro, altri 40mila salvati dalla contrattazione

BOLOGNA - La crisi in Emilia-Romagna parla di 25.000 posti di lavoro persi, soprattutto tra i precari, 31.000 lavoratori inseriti nelle liste di mobilita' (di cui 24.000 tra le piccole imprese) nel 2009 a fronte dei 16.000 del 2008, 109.000 domande di disoccupazione contro le 58.000 dell'anno precedente. Sono i numeri con cui Danilo Barbi, segretario della Cgil emiliano-romagnola, fotografa l'impatto della crisi aprendo il congresso regionale del sindacato a Riccione.

 

A fronte di queste cifre, pero', "si e' prodotta anche una straordinaria contrattazione diffusa- ricorda Barbi- con oltre 10.000 accordi aziendali che riguardano, fra cassintegrazione ordinaria, speciale e in deroga circa 150.000 lavoratori". Si calcola, conclude Barbi, "che tutto questo abbia salvato 40.000 posti di lavoro in Emilia-Romagna".

 

"La campagna congressuale e' stata un grande fatto democratico, che ha visto il pronunciamento di

185.345 iscritti e un risultato netto". E' il punto da cui parte il passaggio che Danilo Barbi, segretario della Cgil emiliano-romagnola, dedica al confronto interno al sindacato aprendo il congresso regionale di Riccione. Il "risultato netto" e' il 69,15% con con cui la mozione del segretario nazionale, Guglielmo Epifani, ha vinto in Emilia-Romagna.

 

Alla platea dei delegati Barbi ha posto innanzitutto la questione del "riconoscimento politico come unico modo per avere rispetto di tutti i pronunciamenti e per ricercare, nella chiarezza- spiega una nota della Cgil- la gestione piu' ampia possibile della Cgil in futuro". Questo perche', continua la nota, "un sindacato confederale deve garantire eguale rispetto ed eguale dignita' a tutti i suoi componenti". Barbi continua il ragionamento sottolineando che "la nostra prospettiva non e' mai stata quella di sostituire la contrattazione diretta fra capitale e lavoro con la contrattazione territoriale, di sostituire l'identita' collettiva del lavoro con la cittadinanza sociale".

 

Piuttosto, si tratta di "integrare la contrattazione con le imprese con la contrattazione sociale, la tutela collettiva con quella individuale- conclude barbi- e questo congresso ha confermato la scelta centrale della natura confederale della Cgil". Barbi, infine, si e' dichiarato "a completa disposizione" del sindacato: in caso di rielezione, pero', gli otto anni che lo statuto Cgil gli concede come segretario scadono a fine maggio.

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