In viaggio con Babbo Natale tra i bimbi meno fortunati

In viaggio con Babbo Natale tra i bimbi meno fortunati

In viaggio con Babbo Natale tra i bimbi meno fortunati

FORLI' - "Il mio premio? Lo stupore dei bimbi mentre ricevono il dono tanto desiderato". Continua senza soste la singolare peregrinazione del Babbo Natale di Padre Pio, alias Davide Marchetti, al capezzale dei bimbi sofferenti di tutt'Italia. Solo negli ultimi mesi del 2009, le letterine recapitate al "vero Babbo Natale" (che nella vita 'vera' fa l'idraulico e si occupa di lavandini e caldaie) al suo domicilio di via Campo degli Svizzeri, sono state trecento.

 

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Marchetti, che nella vita fa l'idraulico occupandosi di lavandini e caldaie, ha risposto a tutte le richieste, anche le più costose, mettendo di sua tasca quanto non è riuscito a racimolare nei vari mercatini di Natale, il gruppo di preghiera "Padre Pio" di Santa Maria del Fiore, di cui è coordinatore. "Faccio questo - prova a spiegare - perché in molti casi si tratta del desiderio di bambini gravemente ammalati, se non addirittura terminali".

 

Il culmine del suo gesto caritativo rimarrà il viaggio compiuto dal 21 al 23 dicembre scorsi a San Giovanni Rotondo, la cittadina pugliese teatro della parabola terrena del frate con le stimmate. Il momento più toccante è stato la visita ai piccoli pazienti di oncologia pediatrica della "Casa Sollievo della Sofferenza", il più grande ospedale del Meridione d'Italia fondato dallo stesso Padre Pio. Appena entrato nel reparto, seguito da alcuni volontari di Forlì, Cesena e Bertinoro giunti con lui sul Gargano, Marchetti è stato subito attorniato dai bimbi meno gravi, tutti ansiosi di toccare con mano il "vero" Babbo Natale. Quelli allettati sono stati confortati uno ad uno, direttamente nella loro cameretta.

 

"Ho 15 anni - ammette Grazia (nome fittizio) - e non ho mai creduto alla tua esistenza, nemmeno da piccola. Adesso che ti vedo in carne e ossa mentre mi porti il dono che tanto desideravo, mi devo ricredere". E giù in un pianto dirotto, quasi una liberazione da un momento difficilissimo, dominato dalla malattia e dalla speranza di guarigione. Il clima di festa instaurato dall'arrivo di Babbo Natale ha parzialmente lenito la mestizia di un ambiente in cui il dolore la fa da padrone, gestito da infermieri e medici motivatissimi che condividono con pazienti di pochi anni d'età, già segnati dalla croce, la terapia migliore per sconfiggere la malattia. Di grande impatto emotivo anche la visita al Centro diurno per disabili di via Lauriola, sempre a San Giovanni Rotondo, cui hanno fatto seguito le trasferte ai presidi socio-riabilitativi di Cagnano Varano ed Ischitella, tre dei 28 centri italiani per disabili gestiti dalla fondazione che porta il nome del santo con le stimmate. Archiviata la "fredda" e fugace incursione della Vigilia nel reparto di pediatria dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì - anche per il Babbo Natale di Padre Pio vale la regola che nessuno è profeta in patria - Marchetti e il suo entourage hanno ripreso smalto e vigore entrando nel reparto di chirurgia pediatrica dell'ospedale di Padova, stabilmente ai vertici qualitativi italiani in fatto di trapianti sui minori.

 

"Non potrò mai dimenticare - dichiara l'artigiano forlivese - la vista di quel lettino d'ospedale dove ero sicuro di trovare Ivette, bimba di 7 anni in attesa di trapianto di rene". "Caro Babbo Natale - si legge nella letterina lasciata con cura sul guanciale - ti scrivo queste due righe, ora che sto per entrare in sala operatoria, per ringraziarti del rene nuovo che proprio ieri sera hanno trovato per me". Le prossime mete di Davide in versione natalizia saranno Bologna, Roma e nuovamente Padova, senza dimenticare un veloce ritorno a San Giovanni Rotondo, a consolare un bimbo terminale di 11 anni ricoverato d'urgenza, che ha chiesto di vedere per l'ultima volta l'amato "babbo" forlivese. Marchetti, che nel frattempo ha già ripreso la sua occupazione fra lavabi e condizionatori, continuerà nella sua passione solidale fino a Carnevale, mosso dai soliti motori di ricerca: fiducia nella parola di salvezza di Gesù Cristo, e in Padre Pio, il santo con le stimmate venerato in tutto il mondo.

 

Piero Ghetti


Commenti (3)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Concordo con Iolle, le belle notizie non fanno rumore, la gente preferisce andarsi a castrare vedendo film con Christian De Sica, non vuole pensare a niente, se poi si accorge di dolore e sofferenza, chissenefrega. A Marchetti dovrebbero fargli un monumento, portandolo come esempio di gratuità nelle istituzioni e nelle scuole. Bravo Davide

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    Ah....dimenticavo........per il tuo contributo...chiedi di Davide ai Frati Cappuccini di Santa Maria del Fiore...... ti daranno il numero telefonico..... Grazie

  • Avatar anonimo di lolle
    lolle

    Le belle e buone notizie non fanno rumore e a volte passano inosservate....posso dirti dei grossi sacrifici per fare i mercatini,del tempo che manca....della fretta dell'ultimo minuto per comprare i regali,della Provvidenza che non manca mai...della grossa fatica fisica per riuscire a fare tutto.....anche perche' i regali sono regali veri ,delle volte anche molto costosi,ma niente lo spaventa per riuscire nell'intento di fare sorridere questi bambini dei reparti oncologici e delle case famiglia,molte volte abbandonati.E' difficile pensare che ci siano bambini che hanno un tetto su cui ripararsi,ma un solo paio di scarpe tutto l'anno.....e di giochi nemmeno a parlarne...E poi un sogno...questo Babbo Natale che esaudisce un loro piccolo desiderio.......vuoi mettere la soddisfazione di vedere contenti questi bambini?

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