In viaggio sul Treno della Memoria anche 5 studentesse di Cesenatico

In viaggio sul Treno della Memoria anche 5 studentesse di Cesenatico

CESENATICO - Un viaggio attraverso la Storia, i Luoghi e le Persone travolti dalla furia nazi-fascista durante la Seconda Guerra Mondiale, che ci ha portato a toccare con mano gli orrori dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Partecipa anche il Comune di Cesenatico al Treno della Memoria, il viaggio-studio organizzato dal Centro per la Pace di Cesena, con la collaborazione dell'Associazione Terra del Fuoco di Torino, volto a promuovere la conoscenza dei drammi del Novecento tra i giovani studenti delle scuole superiori.

 

Sono 45 i ragazzi selezionati da tutti i Licei e dagli Istituti Superiori della provincia di Forlì Cesena che giovedì 4 febbraio sono partiti da Cesena alla volta della Polonia.

Fra questi ci sono anche 5 studentesse di Cesenatico: Giulia Baroncini, Francesca Cola, Marta Pari, Matina Riciputi e Francesca Rossi, che ieri, prima della partenza, sono state salutate dal sindaco Nivardo Panzavolta e dall'Assessore alla Scuola Emanuela Pedulli.

 Il Comune di Cesenatico ha sostenuto il progetto con un contributo di 2.500 euro, che andrà a coprire le spese di partecipazione al viaggio-studio delle cinque studentesse.

 

In Polonia le ragazze, insieme agli altri studenti, saranno in visita al ghetto ebraico della città di Cracovia e ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, per ripercorrere le tappe fondamentali della Sohah e di una storia terribile e devastante come fu quella della Seconda Guerra Mondiale.

 

"Questo viaggio rappresenta per le nostre ragazze e per tutti i giovani che partecipano, un'esperienza concreta di cittadinanza - sottolinea il sindaco Panzavolta -  Al loro rientro, dopo avere visto di persona i luoghi e le persone testimoni di una storia ancora vicina, fatta di emarginazione e discriminazione, ma anche di speranza e di coraggio di opporsi in difesa dei valori costituzionali,  avranno l'opportunità di farsi portatrici di Memoria. E avranno anche una responsabilità in più: quella di poter essere artefici, con tutto l'entusiasmo della loro giovane età, di un cambiamento per un futuro migliore".

 

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