Inchiesta Area Vasta, il tribunale del Riesame scagiona Carradori

Inchiesta Area Vasta, il tribunale del Riesame scagiona Carradori

Inchiesta Area Vasta, il tribunale del Riesame scagiona Carradori

BOLOGNA - Il Tribunale del Riesame di Bologna ha respinto l'appello proposto dal pm Alessandro Mancini della Procura di Forlì contro il provvedimento del giudice Treré che aveva rifiutato gli arresti domiciliari o la sospensione dell'incarico per Tiziano Carradori, direttore generale dell'Ausl di Ravenna e coordinatore dell'Area Vasta. L'Ausl di Ravenna, in una nota, sostiene che il tribunale del riesame "ha totalmente escluso l'esistenza di qualsiasi elemento di colpevolezza".

 

Continua la nota: "Sia nei confronti di Tiziano Carradori, che di Savino Iacoviello, direttore amministrativo dell'Ausl di Ravenna". Prosegue ancora il comunicato dell'azienda sanitaria ravennate, non citando tuttavia le parti del provvedimento del riesame: "Il Tribunale ribadisce in modo netto e deciso che l'attività posta in essere dagli stessi è stata oltre che corretta e trasparente, assolutamente coerente con i criteri di buona amministrazione e quindi legittima, nonché doverosa, visto i ruoli rivestiti all'interno dell'Area Vasta dagli stessi".

 

Dicono i dirigenti della sanità ravennate: "La lettura della motivazione con cui il Tribunale di Bologna ha respinto in ogni sua parte l'appello proposto dal P.M. di Forlì Mancini avverso l'ordinanza del Gip di Forlì Trerè, che aveva in buona parte ridimensionato l'ipotesi accusatoria, ci conferma nel convincimento che avevamo espresso fin dall'inizio, quando mesi or sono avevamo appreso delle richieste gli arresti domiciliari in via principale e, in subordine, di misure interdittive nei nostri confronti per atti compiuti nell'esercizio delle nostre funzioni di coordinamento Area Vasta Emilia Romagna".

 

E proseguono: "Avevamo dichiarato senza esitazioni di essere convinti di aver agito correttamente e che non potevamo che aver fiducia nella magistratura, che non può che usare legalità nella sua suprema funzione del controllo della legalità stessa. Le ipotizzate accuse di aver indotto una funzionaria dell'AUSL di Forlì a modificare alcune clausole di un bando di gara e di averlo fatto con pressioni indebite e, addirittura, di aver turbato la libertà della procedura di gara, si sono dimostrate destituite di fondamento in fatto e in diritto".

 

Il tribunale ha esaminato in 40 pagine tutto l'iter procedimentale, ha analizzato partitamente tutti gli elementi indiziari addotti dal P.M. e quelli documentali della difesa e ha concluso per l'insussistenza dei due reati ipotizzati. "Di fronte ad un provvedimento che elimina ogni ipotesi di responsabilità si auspica che il procedimento sia al più presto oggetto di archiviazione", sostiene la nota dell'Ausl. Bisogna tuttavia sottolineare che i dirigenti dell'Ausl di Ravenna restano indagati nell'inchiesta che ipotizza il sospetto pilotaggio di due appalti di area vasta. La pronuncia del Tribunale del Riesame riguarda infatti solo le misure cautelari che erano richieste dal pm, ma non sono state concesse dal giudice per le indagini preliminari.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -