Inchiesta Bari, i pm: ''accessi incontrollati alle residenze del premier''

Inchiesta Bari, i pm: ''accessi incontrollati alle residenze del premier''

Villa Certosa, residenza sarda di Berlusconi

ROMA - Nuovi sviluppi sull'inchiesta della procura di Bari sulle feste organizzate a Palazzo Grazioli, residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. I magistrati che indagano sulla questione hanno definito "molto preoccupante" l'accesso "incontrollato alla residenza del premier". Il via vai a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa, residenza sarda del Cavaliere, è stato confermato dalle ragazze coinvolte nell'indagine, che hanno detto di non esser state controllate.

 

Gli inquirenti sono al lavoro per chiarire la falla della security, considerando anche il fatto che l'abitazione privata di Berlusconi è ritenuta dalla legge assimilabile a residenza di Stato. Dal racconto delle ragazze è emerso che la disposizione di non controllare agli ingressi o all'interno fosse arrivata dal premier o comunque dal suo staff.

 

Ma sul tavolo del pm Giuseppe Scelsi che si occupa dell'inchiesta, non ci sarebbe solo la serata del 4 novembre scorso a Palazzo Grazioli, ma anche altri quattro incontri sospetti.  Si allargano così le verifiche sul ruolo del titolare della Tecno Hospital Giampaolo Tarantini e il giro di ragazze-immagine ed ''escort'' che avrebbe reclutato per farle partecipare ad incontri con il premier.

 

A quanto pare gli agenti della Guardia di Finanza ascolteranno nei prossimi giorni una trentina di ragazze. Tutte reclutate da Tarantini (o da persone a lui vicine) per le sue feste (a Bari, Milano e in Sardegna) o per gli inviti a cena nelle case di Berlusconi.

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