Inchiesta riciclaggio, Di Girolamo: "Dirigenti sapevano''

Inchiesta riciclaggio, Di Girolamo: "Dirigenti sapevano''

Inchiesta riciclaggio, Di Girolamo: "Dirigenti sapevano''

ROMA - "Vi erano dirigenti ben consapevoli della illiceità delle operazioni che dovevano consentire di accumulare grosse somme di denaro frutto dell'attività illecita attraverso il meccanismo della frode dell'Iva". E' quanto ha riferito l'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, durante l'interrogatorio reso ai magistrati di Roma, martedì scorso, nell'ambito dell'inchiesta sul presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro, , con 365 milioni sottratti al fisco.

 

"Pur non avendo preso parte attiva alla operazione Phuncard, di cui però ero a piena conoscenza, ho ricevuto come compenso la somma complessiva di circa 200 mila euro che mi vennero consegnati in contanti", ha aggiunto Di Girolamo. Altri soldi, però, sarebbero finiti nelle mani dall'ex parlamentare: "Il mio compenso è variato in ragione dei profitti sempre crescenti dell'operazione e si è determinato alla fine nella cifra di circa 4 milioni di euro".

 

"Secondo le decisioni di Mokbel, però, tale compenso doveva rimanere come fondo comune per l'acquisizione di partecipazioni della holding Runa, costituita a Singapore, nella somma di 2 milioni e mezzo di euro - ha aggiunto -, mentre ho ricevuto come quota personale la somma complessiva di un milione e mezzo che mi è pervenuta sulla società Gis (un milione) e sulle società Antiche Officine Campidoglio (500 mila). In realtà dalla Runa, che inizialmente è stata dotata di un fondo di circa 5 milioni, non so che operazione è stata realizzata".

 

Di Girolamo ha quindi spiegato che "erano previste circa 10/13 quote di 2 milioni e mezzo di euro ciascuna per la costituzione della Runa; di coloro che dovevano partecipare ciascuno con una singola quota ricordo oltre a me, Mokbel, Ricci, Toseroni, Focarelli, Breccolotti, Murri, Fanella, gli inglesi". L'ex senatore ha fatto anche i nomi dei funzionari secondo lui erano al corrente della questione: Stefano Mazzitelli, già amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle, Massimo Comito, ex responsabile delle regioni europee della stessa Telecom e Antonio Catanzariti che è stato responsabile del Carrier sales Italy.

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