Inchiesta sui fondi neri, il Governo dà ragione alla Procura

Inchiesta sui fondi neri, il Governo dà ragione alla Procura

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Per il trasporto di denaro contante superiore ai 10 mila euro, nei Paesi dell'Unione europea vige un "obbligo di dichiarazione alle competenti autorità degli Stati membri". E l'obbligo "si applica anche nei confronti di San Marino, quale Stato extracomunitario". E' questa la posizione del Governo italiano sull'operazione ‘Re Nero'. La precisazione arriva dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, sollecitato da una interrogazione del senatore Massimo Palmizio (Pdl). 

 

Si tratta di "un ambito differente da quello regolato dalla Convenzione bilaterale del 1991 sui rapporti valutari e finanziari, che attiene al libero movimento di merci, servizi e capitali tra i due Paesi". Nella risposta scritta (datata 6 agosto e pubblicata sul sito del Senato l'8 settembre), il sottosegretario ha informato che le "indicazioni" dell'Italia sull'obbligo di dichiarazione "sono state fornite alla parte sammarinese con nota verbale del 14 luglio 2008; nello stesso documento- ha sottolineato Mantica - si è fatto stato delle intese intercorse tra le banche centrali dei due Paesi riguardanti le modalità operative per riattivare i trasporti di denaro contante".

Ma, ha concluso il sottosegretario italiano rispondendo indirettamente alla richiesta avanzata nei giorni scorsi dal segretario alle Finanze del Titano Stefano Macina, "si condivide comunque la richiesta sammarinese di convocare una riunione della Commissione mista istituita dallaConvenzione del 1991 per procedere ad opportuni approfondimenti; detta richiesta e' stata quindi inoltrata al competente Ministero dell'economia e delle finanze". 

 

Palmizio aveva interrogato il ministro agli Affari esteri sul caso ‘Re Nero' proprio per avere "informazioni esaustive in merito all'applicazione della Convenzione del 2 maggio 1991 e relativo atto ingiuntivo" dopo quanto avvenuto con l'inchiesta "Re Nero". E' lo stesso senatore a ricordare, nell'interrogazione, che il 5 giugno scorso "la Procura della Repubblica di Forlì emetteva un provvedimento per il sequestro sul territorio italiano, per presunta violazione delle norme antiriciclaggio, di una somma di denaro contante trasportata dalla filiale della Banca d'Italia di Forlì verso un istituto di credito sammarinese".  

 

Ma, ha scritto Palmizio, "da quanto si apprende da fonti della Segreteria di Stato per gli affari esteri della Repubblica di San Marino, tale trasporto di contante sembra rientrare nel normale e frequente approvvigionamento di liquidità agli istituti di credito sammarinesi" Quindi, secondo il senatore del Pdl, il provvedimento della magistratura forlivese avrebbe preso di mira "regolari operazioni interbancarie canalizzate che avvengono nel rispetto degliaccordi tra due Stati sovrani e regolati in particolare dalla Convenzione del 1991", che "prevede la libera circolazione dei capitali".  Perciò Palmizio ha chiesto al ministro degli Esteri di chiarire "quali siano i limiti al principio fondamentale secondo il quale i rapporti tra Stati sovrani debbano essere governati esclusivamente dai poteri legislativi ed esecutivi degli Stati stessi". 

 

Nella risposta scritta, il sottosegretario Mantica ha ricordato che "con note verbali dell'8 e dell'11 giugno, da parte sammarinese sono state espresse "forti perplessità" sul provvedimento adottato in data 5 giugno dalla Procura di Forlì di sequestro di una somma di denaro contante proveniente da un conto acceso presso la filiale della Banca d'Italia di Forlì e diretta ad una banca situata a San Marino".  Ma "avendo acquisito i necessari elementi di informazione dal ministero dell'Economia e delle Finanze e dalla Banca d'Italia, e senza entrare nel merito della procedura giudiziaria", Mantica richiama "il regolamento comunitario n.1899 del 2005 che introduce, a fini di lotta al riciclaggio, l'obbligo di dichiarazione alle competenti autorità degli Stati membri per il trasporto nella o dalla Comunità di denaro contante di importo superiore ai 10.000 euro".  

 

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E "detto regolamento non prevede alcun tipo di esenzione o deroga", sottolinea il sottosegretario agli Esteri, ricordando che "esso e' stato recepito in Italia con decreto del 15 giugno 2007, cui si ricollega il decreto adottato il 28 aprile 2008 dal ministro dell'Economia e Finanze, con il ministro del Commercio internazionale, per l'introduzione del modello unico di dichiarazione". "L'obbligo di dichiarazione- ha concluso Mantica- si applica anche nei confronti di San Marino, quale Stato extracomunitario; esso attiene peraltro ad un ambito differente da quello regolato dalla Convenzione bilaterale del 1991 sui rapporti valutari e finanziari, che attiene al libero movimento di merci, servizi e capitali fra i due Paesi".

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