Incidente a Rimini, Biagini: "Eccesso di velocità come un'epidemia medievale"

Incidente a Rimini, Biagini: "Eccesso di velocità come un'epidemia medievale"

RIMINI - "L'eccesso di velocità in auto, la violazione sistematica del Codice della Strada, la guida distratta, negligente, imprudente, sono le principali cause di morte nel nostro Paese. E' l'equivalente di un'epidemia medievale, perché, oltre a mietere centinaia di vittime ogni anno, affonda le sue radici in una 'malattia' culturale: spingere il piede sull'acceleratore o distrarsi alla guida è concesso e 'normale', anche se si attraversa una città o un centro abitato".

 

E' quanto ha dichiarato l'Assessore alle Politiche per la Sicurezza e alla Polizia Municipale, Roberto Biagini, dopo il grave incidente accaduto questa mattina in via Euterpe, dove una coppia anziana di coniugi ha perso la vita e un bimbo è rimasto gravemente ferito, travolti sulle strisce pedonali.

 

"La tragedia di questa mattina in via Euterpe- terribile, terrificante, straziante- ripropone in maniera drammatica questo tema. Nonostante su quell'arteria viaria siano stati attuati interventi di messa in sicurezza per pedoni e anziani, nonostante i controlli sistematici messi in atto su quella strada che ha il limite dei 30 km/h attraverso telelaser e autovelox, è stato sparso ancora sangue. La ricostruzione della dinamica metterà in luce quanto accaduto ma una riflessione più generale si può già fare. Prima dei controlli e degli strumenti tecnologici di controllo, occorre modificare un comportamento collettivo e individuale".

 

"Bisogna rendere più dure le leggi che, alla fine, derubricano questo genere di incidenti a casualità colpose. Bisogna, in alcuni casi, parlare di veri e propri omicidi e regolare le leggi di conseguenza. Poi viene il resto, gli interventi, i controlli, le sanzioni. Anche su quest'ultimo aspetto andrebbe fatta chiarezza: troppo spesso le multe vengono additate dalla pubblica opinione come indebiti proventi per le Amministrazioni Comunali 'contro' i cittadini. Non è così e un esempio tutto riminese è lì sul tavolo: il dato delle contravvenzioni per il transito ai semafori nonostante il rosso conferma la gravità e la profondità del problema della violazione di qualsiasi regola in strada, a cominciare dai limiti di velocità. Allora non si può più parlare di fatalità."

 

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