Indagine regionale su 8 inceneritori: "Emissioni e ricadute sicure"

Indagine regionale su 8 inceneritori: "Emissioni e ricadute sicure"

Indagine regionale su 8 inceneritori: "Emissioni e ricadute sicure"

BOLOGNA - Arrivano i primi risultati di Moniter, il progetto regionale di monitoraggio sugli inceneritori in Emilia-Romagna. La regione ha fatto studiare emissioni, stime della ricaduta degli inquinanti, indagine sulla natalità, con questi risultati auto-dichiarati: valori delle emissioni, per quanto riguarda diossine e furani, 100 volte più bassi rispetto ai limiti di legge; per gli idrocarburi policiclici aromatici, 1000 volte inferiori.

 

Per quanto riguarda la natalità, i dati su gemellarità, piccoli per età gestazionale, nati pretermine, basso peso nei nati a termine non presentano differenze significative rispetto a quelli attesi secondo la media regionale per nessuno dei livelli di esposizione, sempre secondo la Regione. Sulle nascite pretermine, da cui è emerso un modesto effetto nei confronti interni al gruppo, lo studio verrà replicato analizzando il periodo successivo.

 

Sono, in estrema sintesi, alcuni dei risultati contenuti nei report sull'attività di indagine ambientale e sanitaria svolta da Moniter, il progetto triennale di monitoraggio promosso dalla Regione e coordinato da Arpa sugli inceneritori di rifiuti urbani in Emilia-Romagna. "Uno studio senza precedenti per estensione e completezza, fortemente voluto e finanziato dalla Regione, che si avvale di un Comitato scientifico, composto da esperti italiani e stranieri, a garanzia di qualità e trasparenza", sostiene una nota della Regione.

 

"I primi esiti di Moniter ci dicono che i valori delle emissioni sono estremamente bassi, e che c'è stata una riduzione significativa negli anni sia dell'ampiezza delle zone di ricaduta, che della concentrazione degli inquinanti - ha sottolineato l'assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti - . Dall'indagine sulla natalità non sono emerse differenze tra i bimbi nati da mamme che vivono nel raggio di quattro chilometri dagli inceneritori e il resto della popolazione; sulle nascite pretermine, dove è stato rilevato un modesto effetto nei confronti interni al gruppo, lo studio verrà replicato sul periodo 2007-2010".

 

I dati presentati oggi "non destano nessuna preoccupazione, né allarme - ha concluso l'assessore - ; la Regione dal canto proprio non verrà meno al suo impegno di analisi e monitoraggio: la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente sono la nostra priorità". Sul tema dei rifiuti "il nostro obiettivo è incentivare una politica ‘virtuosa': questo significa diminuirne la produzione, aumentare il riciclo e ridurre la parte che attualmente viene portata in discarica o all'inceneritore" ha spiegato l'assessore all'Ambiente Sabrina Freda.

 

"La presentazione dei primi risultati del progetto Moniter - ha affermato il direttore generale di Arpa Emilia-Romagna Stefano Tibaldi - ha riscontrato il pressoché unanime riconoscimento della validità e dell'accuratezza del lavoro che Arpa ha svolto, nonché del carattere innovativo dell'intero progetto. Anche nel proseguimento, Arpa garantirà il proprio impegno con la consueta rigorosa attenzione agli aspetti tecnici e scientifici, oltre che con uno sviluppo dell'attività dei controlli effettuati nell'ambito dell'attività istituzionale, per esempio unificando in un'unica struttura regionale specializzata le attività di monitoraggio diretto degli impianti di incenerimento".

 

Il totale dei rifiuti prodotti annualmente in Emilia-Romagna è di 13,5-14 milioni di tonnellate (medie degli anni 2007-2008): la legge li suddivide in rifiuti urbani e rifiuti speciali a seconda della loro natura e pericolosità. La produzione totale di rifiuti urbani nel 2009 è stata di circa 3 milioni di tonnellate (682 chilogrammi per abitante); di queste il 47,4% (1,4 milioni di tonnellate) è stato raccolto in maniera differenziata.

 

In Emilia-Romagna è presente un articolato sistema di impianti costituito da 28 discariche controllate, 8 inceneritori con recupero energetico e 12 impianti di trattamento meccanico biologico. Il sistema di gestione è completato dagli impianti di compostaggio (18 attivi nel 2008) a cui sono destinate le frazioni organiche raccolte in maniera differenziata. Gli inceneritori smaltiscono il 21% dei rifiuti urbani, che corrispondono a meno del 7% del quantitativo totale dei rifiuti prodotti in regione.

 

Il sistema regionale di gestione dei rifiuti, che garantisce controllo e autosufficienza, vede un rilevante aumento della raccolta differenziata e del recupero di materia ed energia; i dati 2009 mostrano anche un decremento della produzione complessiva (-1%) di rifiuti. In linea con quello che sta avvenendo nei Paesi europei più avanzati, l'utilizzo della discarica nei prossimi anni sarà sempre più una modalità di smaltimento residuale.

 

I risultati di Moniter. I risultati parziali presentati riguardano le emissioni in atmosfera, le stime della ricaduta al suolo degli inquinanti e la natalità. Le sofisticate indagini delle emissioni in atmosfera si sono concentrate sull'inceneritore di rifiuti urbani del Frullo, a Granarolo dell'Emilia (Bologna), l'impianto di maggiore potenzialità di smaltimento dell'Emilia-Romagna. Nei fumi del Frullo si è riscontrata una presenza estremamente bassa di diossine, furani e idrocarburi policiclici aromatici. Dai campionamenti effettuati nel 2008, le concentrazioni di diossine e furani sono risultate 100 volte inferiori rispetto ai limiti di legge, gli idrocarburi policiclici aromatici 1000 volte inferiori.

 

Dati che confermano quanto è emerso dai controlli previsti dalla legge che periodicamente Arpa effettua sugli impianti di incenerimento dei rifiuti: quelli di nuova generazione (come il Frullo), a cui si stanno adeguando quasi tutti gli inceneritori esistenti, presentano valori molto bassi di emissione di inquinanti. Le analisi di Moniter hanno riguardato anche le dimensioni delle particelle di polveri emesse, che risultano prevalentemente inferiori a 1 micron.

 

All'interno di Moniter sono state inoltre elaborate le mappe di ricaduta delle emissioni degli impianti nelle zone in prossimità degli inceneritori in diversi momenti della loro evoluzione tecnologica, con stime fatte sulla base di modelli matematici che tengono conto anche delle condizioni meteorologiche. Dalle mappe è emersa una significativa riduzione nel tempo sia dell'ampiezza delle zone di ricaduta, sia della concentrazione degli inquinanti. Le mappe hanno costituito la base indispensabile per individuare i diversi livelli di esposizione alle emissioni delle persone che vivono nelle aree attorno agli inceneritori (cumulativamente circa 400 mila) ed effettuare così l'indagine epidemiologica.

 

Circa l'indagine epidemiologica sulla popolazione, oggi vengono presentati i primi risultati che riguardano la natalità nelle vicinanze di tutti gli otto inceneritori di rifiuti urbani nel periodo 2003 - 2006. I risultati si riferiscono a quasi 10.000 nati da donne residenti durante la gravidanza nelle aree di ricaduta delle emissioni. Gli esiti indagati consentono un confronto con i nati nell'intero territorio regionale e con i risultati di indagini analoghe disponibili nella letteratura scientifica: rapporto tra maschi e femmine alla nascita, gemellarità, nati pretermine, piccoli per età gestazionale, basso peso nei nati a termine.

 

I dati osservati non presentano differenze significative rispetto ai dati attesi secondo la media regionale per nessuno dei livelli di esposizione. Tuttavia, effettuando confronti interni al gruppo fra livelli di esposizione crescenti, si evidenzia un modesto effetto sulle nascite pretermine, pur essendo il numero complessivo riscontrato (599) inferiore a quello statisticamente atteso (637); il rischio di nascita pretermine presenta un aumento passando dalle zone meno esposte a quelle più esposte alle emissioni degli inceneritori.

 

I risultati di questo lavoro, che saranno oggetto di approfondimento in ulteriori studi, si aggiungono ai pochi dati esistenti a livello di letteratura scientifica su questo tema. La Regione, in accordo con il Comitato scientifico, si è impegnata a replicare lo studio sul periodo seguente, il 2007-2010, durante il quale la tecnologia di quasi tutti gli impianti presenti sul territorio è stata profondamente innovata.

I report completi presentati oggi sono disponibili all'indirizzo internet www.moniter.it; nei prossimi mesi saranno ultimati e resi pubblici i rapporti finali di tutto il progetto Moniter, comprese le altre attività di indagine epidemiologica sulla popolazione adulta esposta alle emissioni degli inceneritori.

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