Infiltrazioni mafiose anche in regione: allarme degli autotrasportatori

Infiltrazioni mafiose anche in regione: allarme degli autotrasportatori

Infiltrazioni mafiose anche in regione: allarme degli autotrasportatori

Le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna non sono un rischio, ma una realtà. Lo affermano gli autotrasportatori di Cna, che denunciano come nel loro settore vi siano chiari fenomeni di illegalita' e concorrenza sleale. E dalla Fita-Cna arriva una dura sferzata alle istituzioni: nel 2007 sono stati avvertiti prefetti, rappresentanti delle forze dell'ordine e Governo. "L'allarme, tuttavia e' caduto nel vuoto, sottovalutato". Una situazione che destra preoccupazione e allarme.

 

Soprattutto perché, come fa notare il coordinatore nazionale degli autotrasportatori Giovanni Montali (che nel novembre del 2007 denuncio' infiltrazioni mafiose nei lavori della Tav), "si e' voluto chiudere gli occhi, pensando che la bonta' del tessuto sociale di questa regione potesse di per se' costruire una salvaguardia contro ogni forma di infiltrazione malavitosa".

 

Ma "non e' cosi'- scrive Montali in una nota- sbaglia chi, anche in questa fase, continua a sottovalutare la gravita' del fenomeno e la capacita' di penetrazione della malavita organizzata". Sbaglia, incalza il coordinatore nazionale, "chi, in nome di non so quale sorta di buonismo, invita a non drammatizzare il problema: preoccupano, inoltre i silenzi di alcune istituzioni su questo tema". L'Emilia-Romagna, insomma, "non puo piu' considerarsi un'isola felice".

 

Gia' a fine 2007, conclude Montali, erano "troppi i segnali e gli episodi che testimoniavano" come "l'onda lunga di una presenza malavitosa in alcuni settori economici tra cui l'autotrasporto, fosse da tempo arrivata anche qui".

 

Da tempo, sottolinea Montali, "abbiamo chiesto ai sottosegretari ai Trasporti e agli Interni, ai rappresentanti delle forze dell'ordine e ai prefetti" di "mettere in campo un impegno forte e continuo nel monitorare un settore cosi' delicato quale l'autotrasporto". Sollecitazioni per "interventi mirati ed incisivi, in grado di sradicare dal territorio della regione fenomeni gravi e sotto gli occhi di tutti".

Per l'associazione di categoria poi l'illegalita' porta con se' un altro fenomeno: l'insicurezza stradale. "L'abusivismo, imprese fasulle che non rispettano ne' le leggi, ne' le tariffe, ne' il Codice della strada, non solo penalizzano l'imprenditoria sana che opera in un corretto mercato, ma fa crescere in modo esponenziale l'incidentalita' sulle strade".

 

Su questo tema, conclude Montali, "non possiamo far passare un messaggio di lassismo di indifferenza" rispetto "ad un fenomeno che, se non e' affrontato con la necessaria incisivita' nei suoi primi stadi rischia non solo di aggravare le difficolta' del nostro settore, ma anche di snaturare in modo pericoloso il tessuto imprenditoriale del nostro territorio".

  

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