Informatica, Cesena capitale del software pirata

Informatica, Cesena capitale del software pirata

Informatica, Cesena capitale del software pirata

BOLOGNA - La Microsoft dichiara guerra alla pirateria informatica: negli ultimi tre mesi, nella sola Emilia-Romagna, sono 97 i controlli messi a segno dal colosso informatico sui rivenditori, il 16% dei quali ha dato esito positivo, imbattendosi in un esercizio (negozi ma anche grande distribuzione) che vendeva software non originali. Il dato e' inferiore agli anni scorsi (nel 2006 il tasso medio di pirateria era del 20%) ed e' sotto la media nazionale, del 17%.

 

Le 97 "visite", come le definisce il direttore Genuine Software Microsoft Italia, Matteo Mille, vanno sommate alle altre 416 fatte nelle province emiliano-romagnole a partire dal 2006 (il totale e' 513), da quando cioe' e' partita la campagna 'Mistery shopping', mirata a scovare i rivenditori che vendono software 'taroccati' (che sembrano originali) o pc su cui sono installati software non originali (con il consenso dell'acquirente ma molto piu' spesso a sua insaputa).

 

Dalla raffica di controlli fatti negli ultimi cinque anni, hanno spiegato i funzionari Microsoft in una conferenza stampa a Bologna, emerge una panorama non catastrofico: su 513 esercizi visitati, ne sono risultati in fallo meno di un centinaio (e meno di 20 sui 97 controlli degli ultimi tre mesi), con un tasso medio di pirateria (nel canale distributivo) del 15,4% (16). Il 'peggio' si e' registrato a Cesena, dove si arriva al 50%, con "quasi un'offerta su due di software non originale", spiega Mille.

 

Per il resto, a Piacenza la pirateria e' al 27%; a Ravenna al 25%; a Parma all'11%; a Forli' all'8% e a Bologna al 6%. La palma della virtuosita' va a Reggio Emilia (negli ultimi tre mesi non e' stato colto in fallo neanche un rivenditore). Troppo basso, invece, il numero dei controlli a Ferrara e Rimini per poter arrivare a un dato medio rilevante, spiega Microsoft.

 

Per scovare i rivenditori di falsi, la Microsoft ha messo al lavoro (in tutta Italia) un 'esercito' di incaricati che si sono presentati dai rivenditori fingendosi acquirenti: spesso si sono sentiti proporre l'acquisto di un pc con un software non originale, oppure hanno scoperto di aver preso una 'sola' solo dopo l'acquisto. La pirateria colpisce prima di tutto il pacchetto Office, bersagliato quattro volte tanto rispetto al sistema operativo Windows, spiega Mille.

 

L'obiettivo della campagna, hanno spiegato i funzionari di Microsoft, e' soprattutto quello di "educare i rivenditori piu' che punirli, spiegando loro cosa rischiano e come fare a mettersi in regola". Se poi il rivenditore e' recidivo (i controlli vengono ripetuti a distanza di qualche mese), Microsoft avvia un procedimento civile (in Italia ci sono 12 sezioni di Tribunali specializzate nella pirateria) e il 90% dei processi (200 negli ultimi cinque anni a livello nazionale) si conclude con una transazione senza arrivare alla sentenza.

 

Pochi (il 10%), spiega Mille, i casi in cui Microsoft e' arrivata a una denuncia penale ("una dozzina" negli ultimi cinque anni i rivenditori denunciati penalmente, ma nessuno in regione). L'obiettivo della 'guerra' che Microsoft ha dichiarato alla pirateria e' soprattutto quello, spiega Mille, di "aumentare la cultura dell'originale, tra i rivenditori ma ancor piu' tra i cittadini, indicando i reali vantaggi che il consumatore puo' ottenere e gli enormi svantaggi a cui va incontro utilizzando un software illegale, che si ripercuotono poi sull'economia del nostro Paese".

 

A livello mondiale, spiega Mille, la pirateria "fa perdere 1,7 miliardi di dollari all'anno". Se il danno si riducesse del 10%, "in Italia in quattro anni creerebbe 7.500 posti di lavoro e farebbe crescere il Pil di 3,7 miliardi". (Dire)

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