Intercettazioni, Berlusconi solidale con Prodi: ''Intervenga il Parlamento''

Intercettazioni, Berlusconi solidale con Prodi: ''Intervenga il Parlamento''

Intercettazioni, Berlusconi solidale con Prodi: ''Intervenga il Parlamento''

ROMA - Il "Parlamento deve intervenire per evitare il perpetuarsi di abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". Sulla questione intercettazioni è intervenuto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha espresso la sua solidarietà a Romano Prodi, dopo la notizia, pubblicata da "Panorama", sulle intercettazioni in cui risulterebbero presunti aiuti agli affari di due parenti dell'ex premier.

 

SOLIDARIETA' - "La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto", ha dichiarato il Presidente del Consiglio.

 

PRODI INTERCETTATO - Romano Prodi intercettato all'epoca in cui era presidente del Consiglio. E' quanto ha rilevato il settimanale "Panorama", pubblicando le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Bolzano in relazione all'inchiesta sulla vendita dell'Italtel alla Siemens. Al momento non risultano indagati. Secondo l'ex premier i  fatti emersi dalle intercettazioni pubblicate non hanno ''nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale''.

 

LA NOTA DELL'EX PREMIER - Dalle intercettazioni emergerebbe l'interessamento di Prodi e del suo staff per gli affari del consuocero in merito ad una vicenda relativa ad una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna."Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale - si legge nella nota ufficiale diffusa dall'ex premier - come presidente del Consiglio ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei - prosegue la nota - vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioé che si pubblichino pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione", ha concluso.

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