Intercettazioni, Prodi sfida: ''Pubblicate le mie telefonate''

Intercettazioni, Prodi sfida: ''Pubblicate le mie telefonate''

Intercettazioni, Prodi sfida: ''Pubblicate le mie telefonate''

ROMA - Romano Prodi all'attacco. Dopo la pubblicazione da parte del settimanale Panorama di alcune sue intercettazioni con i pm sul caso Italtel, l'ex presidente del Consiglio ha parlato subito dopo l'intervento in proposito del premier Silvio Berlusconi nel quale aveva richiesto l'intervento del Parlamento per "evitare il perpetuarsi di abusi", dichiarando: "Da parte mia non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche".

 

MOSSA A SORPRESA - "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da 'Panorama' non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo piu' breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si e' dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie'', ha evidenziato il Professore.

 

SOLIDARIETA' - Venerdì mattina il Cavaliere aveva espresso "assoluta solidarietà" all'ex premier, richiedendo l'intervento del Parlamento "per evitare il perpetuarsi di abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". La pubblicazione di intercettazioni telefoniche riguardanti Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto", ha dichiarato il Presidente del Consiglio.

 

PRODI INTERCETTATO - Romano Prodi intercettato all'epoca in cui era presidente del Consiglio. E' quanto ha rilevato il settimanale "Panorama", pubblicando le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Bolzano in relazione all'inchiesta sulla vendita dell'Italtel alla Siemens. Al momento non risultano indagati. Secondo l'ex premier i  fatti emersi dalle intercettazioni pubblicate non hanno ''nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale''.

 

LA NOTA DELL'EX PREMIER - Dalle intercettazioni emergerebbe l'interessamento di Prodi e del suo staff per gli affari del consuocero in merito ad una vicenda relativa ad una richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico con la Regione Emilia-Romagna."Mi sembra evidente che vi si trattano fatti di nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale - si legge nella nota ufficiale diffusa dall'ex premier - come presidente del Consiglio ho preso atto delle legittime richieste di una importante struttura scientifica della regione Emilia Romagna e, nel rispetto delle norme e delle leggi, ho chiesto agli organismi competenti di valutarne le istanze. Nella veste di zio, e quindi in forma assolutamente privata, ho ascoltato le richieste di un mio nipote e gli ho dato dei consigli". "Non vorrei - prosegue la nota - vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che propaga tali notizie che questa vicenda tornasse utile a quanti invocano impensabili giri di vite sulle intercettazioni telefoniche. Per quanto mi riguarda, resto del parere di sempre sull'argomento e cioé che si pubblichino pure le intercettazioni quando vi sia una reale motivazione", ha concluso.

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