Interviste tv a pagamento, i gruppi consigliari in Regione condannati a pagare 133mila euro

La Corte dei Conti Emilia-Romagna ha condannato per danno erariale i capigruppo della Regione per la vicenda delle interviste tv a pagamento. Dovranno rimborsare viale Aldo Moro di quanto hanno speso nel 2010, 2011 e 2012

La Corte dei Conti Emilia-Romagna ha condannato per danno erariale i capigruppo della Regione per la vicenda delle interviste tv a pagamento. Dovranno rimborsare viale Aldo Moro di quanto hanno speso nel 2010, 2011 e 2012, vale a dire 133.571 euro. La sentenza e' datata 9 luglio, ma e' stata depositata solo venerdì 10 ottobre.

La condanna riguarda Marco Monari (ex capogruppo Pd), Luigi Giuseppe Villani (ex numero uno Pdl), Gian Guido Naldi (Sel), Roberto Sconciaforni (Fds), Silvia Noe' (Udc), Mauro Manfredini (Lega nord) e Andrea Defranceschi (M5s). Nel dettaglio: Monari e' chiamato a risarcire in totale 15.691 euro (540 euro per il 2010, 10.977 euro per il 2011 e 4.174 euro per il 2012); per Villani si parla di mille euro spesi nel 2011; Naldi deve rimborsare in totale 13.210 euro (4.800 per il 2010, 5.400 per il 2011 e 3.010 per il 2012); Sconciaforni deve rifondere la Regione di 11.193 euro (2.400 per il 2010, 5.524 per il 2011 e 3.269 per il 2012); per Noe' si parla di 4.842 euro per il 2011 e di 9.689 per il 2012 (in totale 14.531 euro); Defranceschi deve restituire nel complesso 7.656 euro (108 per il 2010, 3.586 per il 2011 e 3.962 per il 2012). I dati sono divulgati dall'Agenzia Dire

Quello che deve rimborsare piu' di tutti e' il leghista Manfredini: 14.076 euro per il 2010, 38.075 per il 2011 e 18.139 per il 2012, per un totale di 70.290 euro. Nello stesso giorno della divulgazione della condanna della Corte dei Conti, Mauro Manfredini è morto, a 72 anni, a seguito di una lunga malattia.

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Da parte delle difese si preannuncia appello: “La decisione – spiega il legale dei presidenti di Gruppo, l’avvocato Antonio Carullo – è apodittica e immotivata, con una parziale ricostruzione dei fatti e una ricostruzione in diritto che lascia quanto meno stupiti. Senza entrare nel merito delle singole censure, che necessitano del dovuto approfondimento, fin da ora si sottolinea come la Corte non abbia assolutamente approfondito alcuno degli aspetti sottoposti, della complicata questione, ignorando i puntuali e precisi riferimenti non solo delle Sezioni Riunite della stessa Corte dei Conti, ma anche le precise indicazioni del Corecom che aveva dato un parere nel senso della archiviazione della questione sottoposta. Naturalmente - annuncia Carullo - per queste ragioni la sentenza verrà appellata”.

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