Istruzione, Casadei (PD): "Mobilitazione permanente contro il massacro della scuola pubblica"

Istruzione, Casadei (PD): "Mobilitazione permanente contro il massacro della scuola pubblica"

50 mila classi senza insegnanti, 1600 scuole senza presidi, 8 miliardi di euro in meno in tre anni e 170 mila docenti e dipendenti della scuola pubblica lasciati per strada dopo anni di lavoro. Benvenuti nell'Italia di Berlusconi, di Gelmini&Tremonti, della Lega che ormai è in tutto e per tutto "ladrona" (di futuro e di fondi per gli enti locali). Nella nostra provincia, nonostante tutte le istituzioni con enormi sacrifici facciano di tutto per porre rimedio in concreto a questa situazione, ciò significa meno insegnanti e, solo per fare pochi esempi, impossibilità per il Centro territoriale permanente di far fronte alle esigenze del territorio ed enorme fatica nello sviluppare percorsi di integrazione (quanto mai necessari, specie - ma non solo - nei comuni di montagna).


Si sta assistendo al più grande licenziamento di massa mai avvenuto nel nostro Paese. Ma come afferma il ministro Gelmini: "il governo non è onnipotente e non può tutto. Siamo in un momento di crisi e occorre razionalizzare le risorse al meglio". Qual è la brillante idea del ministro per rimediare, a sua detta, al terribile errore dei precedenti governi "di sinistra" (bugia evidente: con riferimento agli ultimi dieci anni in Italia governa la destra da otto)? Impacchettare migliaia di docenti e senza nemmeno francobollarli, spedirli a destinazione ignota rifiutando perfino di incontrare "questa schiera di facinorosi strumentalizzati dall'opposizione". Si vergogni il Ministro Gelmini solo per le parole che ha pronunciato rispetto a lavoratori che meritano prima di tutto rispetto e ascolto.


Dato che la mia formazione - come quella della stragrande maggioranza dei cittadini italiani - deriva da studi compiuti in scuole pubbliche, mi risulta difficile capire il senso di questa razionalizzazione che, a fronte di tagli così imponenti alla scuola, prevede invece un aumento pari a 70,2 milioni di euro in più rispetto al previsionale del 2009 sul 2010 in armamenti militari (!), nonché opere faraoniche e disastrose per l'ambiente come quella del ponte sullo stretto. Per non parlare poi delle spese di rappresentanza per le veline nella sceneggiata indegna al servizio del dittatore libico Gheddafi.


Spieghi, quindi, il ministro Gelmini a genitori, famiglie e alunni: è questo che intende per razionalizzazione delle spese?

Come ha detto una delle tantissime brave insegnanti del nostro paese Mila Spicola (Professoressa dello Zen di Palermo): "Che lo dica a tutti la Gelmini che il fondoschiena vale più di due lauree... La smettano lei e Tremonti di giocare con la vita e con l'istruzione dei nostri figli. Anzi se ne vergognino". E la smettano di dire bugie coloro che anche nel nostro territorio, regionale e locale, parlano di vicinanza alle famiglie, ai bisogni dei territori: la destra e la Lega tagliano il futuro, rendono la società più ignorante e insicura. E investono in armi, al servizio di pochi potenti.


Per queste ragioni occorre mettere in atto la più grande campagna di mobilitazione che la storia repubblicana abbia mai conosciuto nel nostro paese: è l'ultima occasione per una riscossa civile e morale, che riparta dalla scuola pubblica e dalla carta costituzionale. Saremo ovunque - davanti alle scuole, nei bar, alle fermate degli autobus, nelle stazioni, in rete - a dire che rispetto ad uno spettacolo indegno, vogliamo voltare pagina: più investimenti alla scuola, alle pari opportunità e al merito, per il rispetto dei principi fondamentali della Repubblica democratica. Lavoriamo ogni giorno per un'altra Italia: una Italia che ami la scuola, gli insegnanti, gli studenti, il sapere. Spegniamo le televisioni del capo e occupiamo pacificamente ogni luogo pubblico, per la scuola pubblica, mai come ora assediata e massacrata.

 

Thomas Casadei - Cons. reg. Pd (Comm. Scuola, Lavoro, Cultura, Turismo, Sport)

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -