L'obiettivo della Regione: Emilia-Romagna 100% digitale entro il 2025

Il primo obiettivo, ha sottolineato l’assessore, è abbattere il divario digitale (digital divide), vale a dire la disparità di opportunità digitali presenti nei vari territori

La Giunta regionale presenta in commissione il Piano regionale per lo sviluppo telematico: "Pronti 75 milioni fino al 2020, ma ne serviranno circa 200 che dovrebbero essere trasferiti dal Governo". L'approvazione dopo l'audizione del direttore di Lepida Spa, fissata il 9 febbraio. In 34mila ai corsi web per la fascia matura della popolazione

Le linee di indirizzo del Piano regionale per lo sviluppo telematico, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e delle e-government, che costituiscono l’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna (Ader), cioè “gli obiettivi, gli interventi e le risorse che la Regione intende promuovere per rendere l’Emilia-Romagna al 100% digitale entro il 2025”, sono state illustrate nel pomeriggio di oggi in commissione Bilancio, affari generali e istituzionali, presieduta da Massimiliano Pompignoli, dall’assessore ai Trasporti, reti infrastrutture, materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale, Raffaele Donini.

Il primo obiettivo, ha sottolineato l’assessore, è abbattere il divario digitale (digital divide), vale a dire la disparità di opportunità digitali presenti nei vari territori, dato che la digitalizzazione è uno dei principali fattori di sviluppo e competitività. “Un aumento del 10% della copertura digitale del territorio regionale- ha ricordato Donini- può portare uno 0,4% di aumento del Pil regionale e uno 0,47% di aumento dell’occupazione giovanile”. Per quanto riguarda la rete infrastrutturale, ha spiegato, il 100% delle scuole è servito dalla banda ultra larga e il 50% dalla fibra ottica. La Regione investirà 15 milioni entro il 2020 per completare la copertura. Il 100% dei Comuni è servito dalla banda ultra larga, il 90% dalla fibra, è ciò costituisce un elemento fondamentale per l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione. Il 100% della popolazione è raggiunto dalla banda larga e l’85% da quella ultra larga. Per quanto riguarda le imprese, nel 2017 la Regione si pone l’obiettivo di portare la banda ultra larga in 200 aree produttive, utilizzando 26 milioni di fondi europei. Per la montagna verranno impegnati 49 milioni dei fondi europei per le zone rurali (POR FEASR) per cablare tutti i Comuni e tutte le scuole di quel territorio. Si agisce anche sull’aumento di competenze digitali: il progetto “Pane e internet”, rivolto alla fascia matura della popolazione, ha registrato fino a oggi 34 mila partecipanti e la Regione investirà 1,2 milioni fino al 2020. E' poi attiva la “costituente digitale”, un consesso operativo di 200 esperti coinvolti dalla Regione per sviluppare progetti e interventi da inserire nell’agenda digitale, oltre a condividere e mettere a sistema le cosiddette best practices (buone pratiche). La Regione, ha concluso Donini, "è pronta a investire 75 milioni fino al 2020, ma ne serviranno 200 che dovrebbero essere trasferiti dal Governo".

Per il Gruppo Pd sono intervenuti i consiglieri Alessandro Cardinali, Lia Montalti, Giorgio Pruccoli, Gian Luigi Molinari e Roberto Poli. Cardinali ha espresso “apprezzamento per gli investimenti previsti per le zone montane, fondamentali per la competitività delle imprese, in particolare start up, e per evitare lo spopolamento”. Montalti, ricordando come “la sfida digitale non passi solo attraverso il potenziamento delle infrastrutture", ha esaltato il metodo della costituente digitale e ha invitato la Regione "a mettere a sistema tale metodologia di confronto per diffondere e implementare l’insieme delle cosiddette buone pratiche e dei progetti pilota, vero motore dell’innovazione nel dinamico mondo delle tecnologie informatiche e della comunicazione”. Pruccoli si è soffermato “sul tema delle competenze digitali e dei progetti formativi, altro aspetto del digital divide, sottolineando come il progetto ‘Pane e internet’ si stia rivelando di particolare importanza”, e ha invitato la Regione “a considerare la digitalizzazione fondamentale anche per la sharing economy”. Molinari ha evidenziato come “per la riuscita del Piano sia fondamentale il flusso di informazioni tra la Regioni e i territori, in considerazione del fatto che, nelle zone più deboli come quelle montane, senza una regia forte il potenziamento delle reti infrastrutturali a favore della pubblica amministrazione e delle scuole sia a rischioi”. Infine, in tema di infrastrutture, Poli ha messo in guardia “contro l’eccesso di burocrazia che mina i procedimenti di autorizzazione, in particolare quando sono coinvolti più soggetti pubblici (Comune, Provincia, scuole) e privati (gestori delle reti, ad esempio Telecom)", invitando la Regione "a sincronizzare i propri programmi d’intervento e i propri investimenti con quelli dei gestori”.

Andrea Bertani (M5s), prima dell’approvazione dell’agenda digitale, ha chiesto alla commissione “di convocare in audizione il direttore di Lepida” e evidenziato talune criticità in merito al Piano, quali “l’effettivo livello di digitalizzazione nella pubblica amministrazione, l’effettiva accessibilità dei cosiddetti open data e l’efficacia del progetto di fascicolo sanitario elettronico”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il presidente Pompignoli, acquisito il favore unanime dei commissari presenti, ha convocato l’audizione del direttore di Lepida per il 9 febbraio prossimo, rimandando alla settimana successiva l’approvazione dell’Agenda digitale.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -